bonus assunzioni

Arriva una nuova interessante misura che riguarda il mondo del lavoro, e va a favore dell’inserimento lavorativo dei giovani, con età inferiore ai 36 anni. Si tratta dell’esonero contributivo totale per tutte quelle aziende che procedono ad assumere un giovane a tempo indeterminato, secondo precisi parametri.

Il bonus assunzioni under 36 è stato recentemente comunicato da una circolare INPS specifica, che ne trasmette il funzionamento. L’esonero contributivo è rivolto alle aziende che assumono un giovane all’interno del proprio staff, a tempo indeterminato, e ha una durata massima di 36 mesi.

Tuttavia la durata non è prevista allo stesso modo per tutte le regioni italiane: per dare un sostegno contributivo nelle regioni del sud infatti la durata del bonus assunzioni è di 48 mesi in queste regioni. Per poter accedere al bonus assunzioni tuttavia le aziende devono dimostrare di essere in regola con numerosi adempimenti, e inoltre non si tratta di un bonus cumulabile con altre iniziative similari.

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Il bonus assunzioni sostiene da un lato le aziende nel versamento dei contributi obbligatori INPS per i dipendenti regolarmente assunti, dall’altro lato va a vantaggio dell’occupazione giovanile, che nell’ultimo periodo ha visto una discesa brusca anche a causa della pandemia.

Vediamo nell’articolo come funziona nel dettaglio il bonus assunzioni under 36, con riferimento a quali aziende possono accedervi e quali sono i lavoratori che vengono inclusi in questo tipo di misura.


Bonus assunzioni: di cosa si tratta

Il bonus assunzioni è un’iniziativa volta a favorire l’inserimento lavorativo dei giovani, in un periodo storico in cui la fascia giovanile della popolazione è tra quelle più colpite dalla crisi economica. Di fatto si tratta di un esonero contributivo totale a favore delle aziende, purché avvenga un’assunzione a tempo indeterminato, come spiega la comunicazione INPS nel Messaggio 3389 del 07/10/2021:

“Per le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022,l’esonero di cui all’articolo 1, commi da 100 a 105 e 107, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (di seguito, anche legge di Bilancio 2018), è riconosciuto nella misura del 100%.”

Si tratta quindi di un esonero contributivo totale, purché vengano rispettate le premesse per la misura, a favore dei giovani di età inferiore ai 36 anni. La misura è volta a favorire l’occupazione giovanile, ed è stata decisa già dalla Legge di Bilancio del 2021, e includerà le assunzioni che seguono le linee guida del bonus assunzioni sia relativamente al 2021 che al 2022.

La durata massima del bonus è di 36 mesi, ad esclusione delle regioni del sud Italia, per cui viene estesa a 48 mesi: si tratta di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, regioni che economicamente sono considerate più svantaggiate.

Indubbiamente questo bonus va a sostenere sia i giovani italiani che le imprese, ed è stato deciso di applicarlo in modo prorogato per le zone in cui la crisi economica è maggiore.

Chi può richiedere il bonus assunzioni

Il bonus assunzioni viene garantito, nella forma dell’esenzione contributiva totale per il dipendente under 36, a tutti i datori di lavoro privati, anche del settore agricolo, che provvedono ad assumere un dipendente con contratto a tempo indeterminato.

Nel dettaglio si tratta di trasformazioni di contratti già in essere a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, oppure di assunzione diretta a tempo indeterminato. Sono esclusi dalla possibilità di richiedere il bonus assunzioni gli uffici di Pubblica Amministrazione e le imprese che operano nel settore finanziario.

Molti si chiedono se questo particolare bonus può essere richiesto anche per dipendenti che passano da un contratto di apprendistato, che spesso viene proposto ai giovani, ad un contratto a tempo indeterminato. Su questo punto la comunicazione ufficiale INPS è molto chiara: non si può applicare il bonus assunzioni, perché sono già previste altre forme di agevolazione. Lo stesso vale per il lavoro di tipo domestico:

“Analogamente, la misura in trattazione non può trovare applicazione, come già precisato nella richiamata circolare n. 56/2021, per i rapporti di apprendistato e per i contratti di lavoro domestico, in relazione ai quali il quadro normativo in vigore già prevede l’applicazione di aliquote previdenziali in misura ridotta rispetto a quella ordinaria.”

Inoltre le aziende, per poter richiedere il bonus assunzioni, devono provare di essere in linea con diversi adempimenti obbligatori: devono comunque essere in regola con gli obblighi previdenziali dovuti e non aver violato nessuna norma che tutela i lavoratori, inoltre devono aver rispettato i contratti collettivi in essere in accordo con i sindacati.

Come funziona il bonus assunzioni

Il bonus assunzioni consiste nell’esenzione contributiva totale per il datore di lavoro che assume un dipendente under 36 a tempo indeterminato. I datori di lavoro possono chiedere l’accesso alla misura sia nel 2021 che nel 2022, e per farlo devono provvedere a compilare il flusso Uniemens, l’obbligo che ogni mese coinvolge i datori di lavoro come sostituti di imposta nei confronti dell’INPS.

Nella comunicazione ufficiale INPS è spiegata la procedura nei dettagli per procedere alla comunicazione delle informazioni relative al dipendente assunto, e per procedere alla richiesta di esenzione contributiva.

Non è possibile procedere alla richiesta del bonus assunzioni per i casi visti prima, ovvero se sussiste un contratto di apprendistato, di lavoro domestico, o anche se si tratta di un contratto di lavoro a chiamata o di tipo occasionale, e per le qualifiche dirigenziali.

In ogni caso è presente un limite all’esonero contributivo: ovvero il datore di lavoro non può chiedere un esonero contributivo superiore a 6.000 euro annui. Questo particolare bonus da un lato sostiene le imprese, che sono di fatto esonerate dal versamento dei contributi a favore dei dipendenti in fascia giovanile che vengono assunti a tempo indeterminato, dall’altro lato va a sostegno dell’assunzione giovanile.

Anche se si attendono indicazioni più precise, dalle proposte contenute nella Legge di Bilancio 2021 si può dedurre che le aziende che non rispettano i criteri di accesso al bonus assunzioni possono incorrere in diverse conseguenze: è possibile perdere del tutto la possibilità di accedere allo sgravio contributivo, e si ipotizza nel peggiore dei casi che vengano anche applicate delle sanzioni a quelle aziende che ricevono lo sgravio contributivo pur non avendone diritto di accesso.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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