Anguilla è un territorio d’oltremare britannico situato nei Caraibi. Si tratta di un’isola caraibica nota per attirare celebrità in vacanza grazie al suo ambiente paradisiaco. Tuttavia, nelle ultime settimane l’isola ha concentrato l’attenzione in ambito internazionale in quanto l’ultimo rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha rilevato che è ancora meno trasparente di quanto non fosse in precedenza.

La trasparenza nella classificazioni dei Paesi dell’OCSE è un indice molto importante, basti pensare che oggi i paradisi fiscali più ricercati sono quelli che garantiscono la migliore intrasmissibilità delle informazioni. Vediamo che cosa afferma l’OCSE nel suo rapporto e come si è difesa Anguilla da questa contestazione.

Anguilla
Anguilla

Le modifiche al rapporto OCSE

Anguilla è ora considerata “non conforme” agli standard su come i paesi condividono le informazioni su persone e aziende sospettate di evitare le imposte o di commettere reati finanziari. Questo è quanto appare analizzando il rapporto del Forum globale dell’OCSE sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali. 

Il territorio di Anguilla nello stesso rapporto era stato precedentemente classificato come “parzialmente conforme” nel 2014. Adesso, invece, la situazione appare modificatasi in modo peggiore del previsto.

I motivi del declassamento di Anguilla

L’isola ha parzialmente imputato le ricadute sull’indagine effettuata sui “Panama Papers” del 2016 dell’International Consortium of Investigative Journalists. Anche Malta, un altro noto paradiso fiscale, è regredito, in questa particolare classifica dell’OCSE.

Anguilla, è uno dei territori d’oltremare del Regno Unito, ha ricevuto 53 richieste da altri paesi in cerca di informazioni sulle società anguilliane tra il 2015 e il 2017 (nel c.d. “scambio di informazioni su richiesta“). Ha risposto con i dettagli solo in nove casi, secondo l’OCSE. Questo, combinato con le preoccupazioni per le leggi ambigue di Anguilla e la scarsa tenuta dei registri contabili, ha visto il territorio classificato come parzialmente conforme o non conforme per quattro misure di trasparenza fiscale su 10, ha scritto l’OCSE.

Non è chiaro se vengano effettivamente mantenute registrazioni contabili affidabili e non vi è alcuna misura per incitare le entità a farlo“, ha rilevato l’OCSE. L’ente economico ha affermato inoltre che “non è chiaro” se le società che aiutano a creare e gestire società offshore di Anguilla siano legalmente obbligate a conoscere i proprietari di tali entità.

La posizione di Anguilla

Anguilla incolpa di questa situazione, almeno in parte, la sua mancanza di trasparenza sui Panama Papers. In particolare, il territorio indica la “struttura di governance povera” di Mossack Fonseca causa di questo problema. Ricordo oche, Mossack Fonseca era lo studio legale internazionale responsabile dei file trapelati iniziati con i Panama Papers. Lo studio legale non è stato in grado di rispondere alle richieste di informazioni societarie di base. Per questo motivo, secondo Anguilla, il crollo di Mossack Fonseca ha portato alla chiusura dei suoi uffici e alla scomparsa dei documenti.

La chiusura dell’azienda ha reso difficile per Anguilla fornire accesso alle informazioni. Il rapporto dell’OCSE conferma persino che quei fattori “ostacolavano l’accesso alle informazioni in relazione a tali società” e che “si riflettevano negativamente nella capacità complessiva di Anguilla di scambiare informazioni“.

Ciò rientra anche nelle statistiche citate dal rapporto OCSE riguardo al tasso di risposta di Anguilla alle richieste di informazioni. Il 90% di queste richieste riguardava le società create da Mossack Fonseca.

Vale la pena notare, tuttavia, che quando Mossack Fonseca ha mostrato interesse a lavorare ad Anguilla, il territorio l’ha accolta con entusiasmo. Lo studio legale ha quindi negoziato tariffe che avrebbero invogliato le persone con un patrimonio netto elevato ad acquistare società ad Anguilla.

Come stanno davvero le cose?

Possiamo dire che Anguilla rappresenta uno dei territori più poveri dei Caraibi. Le Isole Vergini britanniche e le più famose Isole Cayman possono godere sicuramente di risorse maggiori. Anguilla rappresenta, sostanzialmente, un territorio non abbastanza sviluppato da essere comodamente autosufficiente, ma allo stesso tempo non abbastanza in crisi per ottenere sostegno finanziario da parte del Regno Unito.

Per questo, in una situazione così incerta, molto spesso si cercano soluzioni facili, come del resto fanno molti altri Stati, per attrarre persone ad elevato reddito o investimenti societari. Tutto questo è perfettamente legale e persino molti stati tra i più sviluppati ed industrializzati lo fanno (ne abbiamo parlato in diversi articoli, ad esempio, per i regimi fiscali per neo-residenti).

Il problema, in questo caso, è nella mancata collaborazione di questo Stato nei confronti di organismi internazionali come l’OCSE, oppure nelle pratiche di scambio di informazioni finanziarie ai fini fiscali con altri paesi.

Carlyle K. Rogers, un avvocato anguilliano e fornitore di servizi offshore, ha difeso l’isola e ha affermato che il paese ha risorse limitate per soddisfare le richieste dell’OCSE. “L’OCSE continua la sua crociata contro il libero mercato e imperialista contro Anguilla“, ha detto Rogers all’ICIJ. “L’OCSE non avrà credibilità su queste questioni fino a quando gli stessi standard non saranno applicati ai propri stati membri, inclusi gli Stati Uniti, con specifico riferimento agli stati del Delaware e del Nevada“.

Gli Stati Uniti sono stati nominati la seconda giurisdizione più segreta al mondo dietro le Isole Cayman, secondo il Financial Secrecy Index 2020 del Tax Justice Network.

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