AIRE
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Cos’è l’AIRE? Perché iscriversi è vantaggioso? Iscrizione all’AIRE per i contribuenti che hanno effettuato un trasferimento di residenza all’estero. La guida per effettuare correttamente l’iscrizione e i nostri consigli per chi intende trasferire la propria residenza all’estero.

Il trasferimento della propria residenza all’estero, per motivi di lavoro o di svago, da parte di persone fisiche, è un’aspetto delicato. Da professionista ricevo ogni giorno richieste di chiarimenti sul trasferimento di residenza. Per la mia esperienza professionale devo ammettere che anche l’Agenzia delle Entrate negli ultimi anni sta aumentando i suoi controlli su questi aspetti.

Per questo motivo il trasferimento di residenza all’estero deve affrontato con la dovuta attenzione. E’ necessario, infatti, evitare di commettere errori che potrebbero indurre l’Amministrazione finanziaria a pensare che stiamo eludendo il sistema fiscale del nostro Paese. In un precedente contributo ho già affrontato il tema del trasferimento della residenza all’estero. Se vuoi approfondire l’argomento ti segnalo questo contributo: “Trasferimento della residenza all’estero: la guida“. Adesso, invece, proverò ad esserti di aiuto fornendoti tutte le informazioni necessarie per effettuare correttamente l’iscrizione all’AIRE.

L’AIRE è l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. L’archivio che contiene i dati relativi ai cittadini italiani che, per vari motivi, si trovano a risiedere fuori dal territorio italiano. In questo contributo capirai perché è obbligatorio iscriversi all’AIRE se si lascia il Paese stabilmente, e quali sono i vantaggi legati a questa iscrizione. Ecco la nostra guida completa ed aggiornata su questo argomento.


AIRE – Anagrafe Italiana Residenti all’Estero: normativa

La sigla AIRE è l’abbreviazione per indicare l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Questa anagrafe non è altro che un archivio contenente i dati dei cittadini italiani che per qualsiasi motivo hanno deciso di trasferire all’estero la propria residenza. Si tratta di soggetti che, per vari motivi, soggiornano extra-confine per un periodo di tempo superiore all’anno solare.

L’AIRE è stata istituita nel 1990, con l’emanazione della Legge n. 470/88 (“Anagrafe e censimento degli italiani all’estero“) e del DPR n. 323/89 che regolamenta la materia degli italiani all’estero. Quello che voglio dirti immediatamente è che se stai pensando di trasferirti stabilmente all’estero l’iscrizione AIRE è adempimento fondamentale. Questa iscrizione, infatti, oltre ad essere un obbligo di legge, è un adempimento che ha una notevole importanza ai fini fiscali. Cercherò di spiegarti tutto questo nel proseguo di questo articolo, ma è importante che tu inizi a comprendere che non devi sottovalutare questo adempimento.


Come funziona l’AIRE?

La tenuta dell’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero è di competenza dei vari Comuni italiani. Ogni Comune, infatti, ha il proprio registro, che contribuisce a formare il registro nazionale, chiamato comunemente AIRE. Questo registro che non è altro che la sommatoria di tutti i registri comunali, ed è istituito presso il Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno. Ogni sei mesi, ogni Comune italiano è obbligato a comunicare al Ministero, le nuove iscrizioni nei propri registri.

Nello stesso periodo ogni Comune è tenuto a comunicare le nuove iscrizioni anche all’Agenzia delle Entrate. L’adempimento, infatti, rientra nell’ambito di collaborazione tra Comuni ed Agenzia delle Entrate per predisporre accertamenti mirati verso soggetti a rischio evasione. Negli anni, infatti, l’iscrizione AIRE è stata un espediente per simulare trasferimenti di residenza esteri, in realtà mai avvenuti. Non sono rari i casi di contribuenti che hanno finto un trasferimento all’estero, al solo fine di eludere l’imposizione fiscale italiana. Vediamo adesso qual è la corretta procedura per effettuare l’iscrizione AIRE.

Come ci si iscrive all’AIRE? Qual’è la corretta procedura da seguire?

Effettuare l’iscrizione all’AIRE è molto semplice. Adesso è possibile sfruttare la modulistica online ed effettuare l’iscrizione attraverso i vari portali di Ambasciate e Consolati italiani nel mondo. Ai sensi della Legge n. 470/1988 l’iscrizione all’AIRE è obbligatoria per:

  • I cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
  • Quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Non devono invece iscriversi all’AIRE:

  • Le persone che si recano all’estero per un periodo di tempo inferiore ad un anno;
  • I lavoratori stagionali;
  • I dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, che siano notificati ai sensi delle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e sulle relazioni consolari rispettivamente del 1961 e del 1963;
  • I militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO dislocate all’estero.

A questo link puoi trovare la procedura di registrazione per effettuare online l’iscrizione AIRE.

Quali sono le modalità di iscrizione AIRE?

Per iscriversi all’AIRE vi sono due modalità che andiamo a descrivere di seguito nella seguente tabella.

Iscrizione direttaIl cittadino che intende lasciare l’Italia per oltre un anno, chiede al proprio Comune di residenza la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione all’AIRE. Questo tramite procedura online vista nel punto precedente.
Iscrizione d’ufficioL’iscrizione d’ufficio viene effettuata direttamente dagli ispettori comunali, su segnalazione dei Consolati italiani all’estero. Iscrizione effettuata per verificare l’effettivo trasferimento all’estero del soggetto italiano che ha chiesto l’iscrizione all’AIRE.
Modalità di iscrizione AIRE

Un’aspetto importante che vogliamo chiarire è quello dell’obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE, per tutte le categorie di soggetti che possiedono i requisiti sopra citati.

Come molti pensano l’iscrizione non è facoltà, ma un preciso obbligo di legge.

I soggetti che non decidono di iscriversi spontaneamente all’AIRE, pur essendo in possesso dei requisiti, possono essere iscritti di ufficio. Questo nel caso in cui gli accertatori comunali, o l’Agenzia delle Entrate si rendano conto del fatto che sussistono le condizioni idonee all’iscrizione.

Esempio di iscrizione AIRE

Classico caso è quello della famiglia che si trasferisce all’estero per seguire il componente della famiglia che ha trovato lavoro oltre confine. In questi casi tende ad iscriversi all’AIRE soltanto il componente della famiglia che ha il contratto di lavoro. Mentre gli altri pur vivendo stabilmente all’estero non lo fanno, ma ne sarebbero obbligatoriamente tenuti. Questo comportamento ha delle conseguenze importanti, in quanto, porta a riconsiderare in Italia la residenza fiscale di tutta la famiglia. Per questo occorre prestare molta attenzione. Sul punto deve essere tenuto presente che la giurisprudenza consolidata non ammette trasferimento di residenza all’estero di un soggetto quando:

  • Il centro dei propri interessi familiari e/o
  • Il centro dei propri interessi economici

si trova stabilmente in Italia.


Soggetti obbligati all’iscrizione AIRE

Sono tenuti all’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che intendono trasferire la loro residenza dall’Italia ad un Paese estero per un periodo superiore a 12 mesi;
  • Cittadini italiani nati e residenti all’estero, il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia e la cui cittadinanza italiana sia stata accertata dal competente ufficio consolare di residenza;
  • Persone residenti all’estero, che acquisiscono la cittadinanza italiana.

Soggetti esonerati dall’iscrizione AIRE

Sono esentati dall’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che si recano all’estero per periodi inferiori a 12 mesi (per lavoro, per studio o per svago);
  • Lavoratori stagionali all’estero;
  • Dipendenti statali di ruolo in servizio all’estero;
  • Militari in servizio presso uffici esteri o strutture della Nato.

Quando ci si deve iscrivere all’AIRE?

L’iscrizione all’AIRE può essere effettuata con due diverse modalità. Prima di recarsi all’estero, oppure una volta arrivati nel Paese ove si vuole stabilire la nuova residenza. In ogni caso bisogna ricordarsi che la Legge stabilisce che ogni soggetto che si trasferisce all’estero deve notificare il proprio trasferimento entro 90 giorni dalla data dell’espatrio. Vediamo adesso, più in dettaglio, le modalità valide per comunicare il proprio trasferimento all’estero.

Pre-iscrizione AIRE dall’Italia prima di trasferirsi all’estero

L’iscrizione si effettua nell’ultimo Comune ove è stabilità la residenza italiana del soggetto. Occorre recarsi negli uffici comunali preposti dichiarando la propria volontà di recarsi all’estero per un periodo superiore ai 12 mesi. L’ufficio annoterà i dati del soggetto sia nel registro delle cancellazioni anagrafiche, sia in quello dell’AIRE.

L’iscrizione effettiva all’AIRE avverrà soltanto nel momento in cui il Comune italiano riceverà dall’ufficio consolare del Paese estero di destinazione il documento che attesti l’avvenuta iscrizione in loco. Solo da questo momento il soggetto risulterà essere iscritto all’AIRE.

Iscrizione AIRE dall’estero: come fare?

L’iscrizione si effettua recandosi all’ufficio consolare competente e compilando l’apposito modulo di iscrizione, con il proprio documento di identità. La procedura è ormai totalmente informatizzata ed è sufficiente allegare la documentazione alla procedura online. Ogni consolato richiede particolari documenti da allegare all’istanza, come ad esempio una dichiarazione del datore di lavoro estero, o altre garanzie che diano prova dell’effettiva residenza all’estero, per periodi superiori a 12 mesi.

E’ possibile informarsi preventivamente utilizzando i siti internet delle varie ambasciate e consolati italiani all’estero. Dopo la compilazione del modulo, il consolato italiano lo invierà nell’ultimo Comune italiano di residenza del soggetto. Tale ente è chiamato ad effettuare la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e la contestuale iscrizione all’AIRE.


La procedura di cancellazione dall’AIRE

La cancellazione dall’AIRE può essere effettuata soltanto al verificarsi di una specifica esimente, riscontrabile tra le seguenti:

  • Rimpatrio dall’estero con conseguente iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR);
  • Morte del soggetto;
  • Irreperibilità presunta;
  • Perdita della cittadinanza.

Quanto il trasferimento all’estero viene meno e si decide di rientrare stabilmente a vivere in Italia è necessario effettuare la cancellazione dall’AIRE. L’obiettivo è quello di riportare la propria residenza nel Comune italiano nel quale si intende stabilire la propria dimora abituale. Prima di lasciare il Paese estero in cui si è vissuto bisogna informare il Consolato e richiedere la cancellazione dalla loro anagrafe consolare.

Certificato di rimpatrio

Vi verrà consegnato un certificato di rimpatrio, utile anche per l’esenzione fiscale dei beni personali che porterete con voi in Italia. Una volta in Italia è necessario recarsi al Comune competente e comunicare il proprio domicilio. Spetterà agli uffici comunali inviare un Ufficiale d’Anagrafe a verificare l’effettiva vostra residenza all’interno del Comune. In caso di rientro in Italia soltanto temporaneo potete mantenere la vostra residenza nel Paese estero (puoi farlo fino a un massimo di sei mesi). Oppure puoi iscriverti temporaneamente all’Anagrafe della Popolazione Residente in Italia e aspettate a comunicare il futuro espatrio nel momento in cui questo effettivamente avviene.


Quali sono i benefici dell’iscrizione AIRE?

L’iscrizione all’AIRE comporta alcuni benefici, solitamente riservati ai soggetti residenti in Italia, che possono essere espletati direttamente dal Consolato italiano all’estero. Come ad esempio il rilascio di certificati anagrafici, rinnovo passaporto, rinnovo patente di guida per chi risiede in paesi extraeuropei, fornitura certificato di residenza, ecc. Inoltre, i soggetti iscritti all’AIRE possono beneficiare del diritto di voto per corrispondenza, tramite il Consolato competente, che vi invierà al domicilio estero le schede elettorali. In caso di mancata iscrizione all’AIRE tutti questi servizi non possono essere espletati dal Consolato italiano all’estero, e quindi si dovrà tornare in Italia per effettuare queste pratiche.


AIRE e assistenza sanitaria in Italia

L’iscrizione all’AIRE comporta la perdita del diritto all’assistenza sanitaria di base in Italia. Questo aspetto è di fondamentale importanza: gli iscritti all’AIRE perdono il diritto ad avere il medico di base, l’assistenza sanitaria ospedaliera e l’acquisto di medicinali dietro il pagamento del solo ticket.

E’ possibile beneficiare soltanto dell’assistenza sanitaria urgente, ovvero quella garantita dal pronto soccorso, per un periodo di 90 giorni, anche non consecutivi.

Per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato. Tuttavia, se il trasferimento di residenza all’estero avviene in un Paese UE è possibile attivare la TEAM.

Si tratta della tessera sanitaria europea che da diritto all’assistenza sanitaria in ogni Paese UE. La gratuità o meno di questa assistenza dipende dalle regole in vigore in ciascun Paese UE.

Copertura sanitaria di base

In mancanza dell’attestato del consolato, può essere sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Atto in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie. Questo tipo di problematica può sorgere nel momento in cui si decide di tornare temporaneamente in Italia. In questo periodo, infatti, il soggetto non è coperto da alcuna copertura sanitaria di base.

Il consiglio che posso darti quindi, se risiedi all’estero, è di munirti di un documento che attesti il più possibile la vostra situazione. Sia questo la tessera sanitaria, per i residenti in Europa, che un certificato rilasciato dal consolato ed eventualmente il passaporto se attesta la data d’entrata in Italia. Documento che deve essere presente al momento del tuo ritorno temporaneo in Italia.

Tessera europea di assicurazione malattia

Ricordate comunque che, se trasferite la residenza all’interno di uno dei Paesi della Comunità Europea, potrete beneficiare del diritto alla TEAM: la Tessera Europea di Assicurazione Malattia. Ovvero il sistema di assistenza sanitaria in vigore nell’Unione Europea dal 2006. Sistema secondo il quale chiunque si trovi in un Paese europeo diverso dal proprio, per motivi di lavoro, studio o vacanza, può ricevere cure sanitarie adeguate. Cure in assenza delle quali sarebbe necessario interrompere il proprio soggiorno.

La TEAM è in vigore negli Stati UE:

AUSTRIABELGIOBULGARIA
CIPRODANIMARCAESTONIA
FINLANDIAFRANCIAGERMANIA
GRECIAIRLANDAITALIA
LETTONIALITUANIALUSSEMBURGO
MALTAOLANDAPOLONIA
PORTOGALLOREGNO UNITOREP. CECA
REP. SLOVACCAROMANIASLOVENIA
SPAGNASVEZIAUNGHERIA
ISLANDALIECHTENSTEINNORVEGIA
SVIZZERA

Per approfondire questi aspetti: “AIRE e Assistenza sanitaria all’estero: guida“.


AIRE e imposte sui redditi: le caratteristiche

L’aspetto principale da tenere in considerazione quanto si è tenuti all’iscrizione all’AIRE è quello fiscale. La nostra normativa fiscale, in particolare l’articolo 2 del DPR n. 917/86, prevede che i cittadini residenti fiscalmente in Italia siano tassati per tutti i loro redditi, ovunque essi siano percepiti (in Italia e/o all’estero). Mentre per i cittadini residenti all’estero (come i soggetti iscritti all’AIRE), la tassazione italiana è applicabile soltanto per i redditi ivi prodotti.

L’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente in un comune italiano per la maggior parte del periodo di imposta costituisce un elemento formale di per sé sufficiente a determinare l’assoggettamento ad IRPEF del soggetto iscritto e sembra comportare una presunzione assoluta di residenza fiscale (vedasi Cassazione n. 1215/1998, Cassazione n. 9319/2006 e Cassazione n. 677/2015). Per questo motivo, l’iscrizione AIRE è fondamentale per ogni soggetto espatriato all’estero. Come detto, infatti, il cittadino italiano che cancella la propria iscrizione anagrafica comunale e si trasferisce all’estero è tenuto alla registrazione presso l’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), che ha, appunto, la funzione di individuare i cittadini non più residenti nel territorio dello Stato. La Corte di Cassazione ha ribadito che, da un punto di vista fiscale, l’iscrizione AIRE non costituisce una presunzione assoluta di residenza all’estero (vedasi Cassazione n. 961/2015 e Cassazione n. 9723/2015). L’Amministrazione finanziaria può, dunque, superare il dato formale dimostrando che il contribuente sia fiscalmente residente in Italia in quanto ha ivi mantenuto, per la maggior parte del periodo di imposta, la propria residenza o il proprio domicilio ai sensi del codice civile.

Dichiarazione dei redditi

Questo significa che un soggetto iscritto all’AIRE sarà chiamato a pagare le tasse sui redditi prodotti in Italia: classico caso è quello delle tasse sulla casa di proprietà in Italia. Questo significa che sarà obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi in Italia per tutti quei soggetti che, seppur iscritti all’AIRE che percepiscono redditi dall’Italia. Oltre alle imposte sui redditi, per quanto riguarda la casa in Italia, è da tenere in considerazione anche l’obbligo del pagamento di Imu e Tari (la tassa sui rifiuti). Questo a meno che il Comune in questione non dichiari espressamente che i soggetti iscritti all’AIRE ne sono esentati.

Allo stesso modo devono essere trattati i redditi derivanti da attività di lavoro dipendente o autonomo esercitato in Italia: dovrai comunque fare la dichiarazione dei redditi sia in Italia che anche nello stato di residenza, dichiarando le tasse pagate in Italia e pagando soltanto l’eventuale differenza (grazie al meccanismo del credito d’imposta).

Oneri deducibili e detraibili per espatriati

E’ opportuno, infine, ricordare che se si ha la propria residenza all’estero vi sono comunque una serie di oneri che non si possono dedurre o detrarre nella dichiarazione dei redditi italiana. Non si ha diritto alla deduzione per le spese mediche, le spese per l’istruzione superiore o universitaria, ma soltanto per le spese erogate per attività culturali ed artistiche. Non si possono dedurre i contributi previdenziali ed assistenziali o le somme versate alle forme pensionistiche complementari o individuali, ma si possono dedurre le somme date agli istituti religiosi.

Nella dichiarazione non sono minimamente compresi i familiari a carico per cui non si ha diritto ad alcuna deduzione o detrazione d’imposta. Il consiglio che possiamo darvi è quello di affidarvi ad un dottore Commercialista per la corretta gestione degli adempimenti fiscali nel caso di un vostro trasferimento all’estero. Non sono rari i casi di soggetti trasferiti all’estero che si sono visti notificare avvisi di accertamento volti a riportare in Italia la residenza fiscale, in quanto il Fisco ha notato elementi che potevano indurre a pensare che la residenza estera fosse soltanto fittizia e voluta esclusivamente per eludere la tassazione fiscale italiana.


Iscrizione AIRE: servizio di consulenza fiscale online

In questo articolo ho voluto dedicare la mia attenzione al metterti al corrente dell’importanza che riveste l’iscrizione AIRE in un trasferimento di residenza all’estero.

L’aspetto che non devi dimenticare è che il requisito formale dell’AIRE diventa sostanziale nel momento in cui l’iscrizione non viene correttamente effettuata. In questo caso, l’Amministrazione finanziaria ha dalla sua una presunzione relativa di residenza fiscale in Italia del contribuente. Questa presunzione diventa molto spesso difficile da superare, anche in caso di trasferimento di residenza effettivo all’estero. Per questo motivo occorre fare molta attenzione alla procedura da seguire nel tuo trasferimento di residenza all’estero. Prima di effettuare un trasferimento di residenza all’estero ricorda sempre di:

  1. Non sottovalutare il tuo passato;
  2. Programmare il tuo presente;
  3. Pianificare il tuo futuro.

Se stai pensando di trasferiti e vuoi sapere se dovete pagare delle imposte in Italia, il mio servizio di consulenza è a tua disposizione per offrirvi l’aiuto necessario a risolvere la tua situazione.

Analizzerò la tua situazione e ti indicherò come effettuare al meglio il trasferimento di residenza con un crono-programma, in modo da diminuire al massimo problematiche di doppia imposizione fiscale.

Commenti:
Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Se non trovi il tuo commento pubblicato significa che abbiamo già fornito risposta al quesito e che, quindi, la risposta si trova nel testo dell’articolo o in altri commenti. Se comunque desideri una risposta o l’analisi della tua situazione personale, puoi contattarci attraverso il servizio di consulenza fiscale.

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170 COMMENTI

  1. Considerato il fatto che resterà stabilmente all’estero, è consigliabile effettiare il trasferimento di residenza fiscale, anche per evitare la doppia imposizione. Per maggiori info siamo a disposizione per una consulenza personalizzata.

  2. Salve. Sto studiando e lavorando presso l’università in USA con visto studente. Volevo sapere se, ai fini fiscali, conta la data di presentazione della domanda di iscrizione all’AIRE presso il Consolato estero o la data in cui effettivamente il Comune iscrive il mio nome nell’elenco, ovvero se il Comune, quando fa l’iscrizione del nominativo all’AIRE, pone la data effettiva in cui compie l’atto o inserisce la data in cui è stata presentata la domanda al Consolato. Grazie mille

  3. Per quanto concerne la data di decorrenza dell’iscrizione in AIRE si precisa che la legge consente al cittadino che sta trasferendo la sua dimora all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi, di rendere la dichiarazione di espatrio al Comune di ultima residenza. In questo caso la data di decorrenza dell’iscrizione in AIRE è quella della dichiarazione resa al Comune, se la richiesta di iscrizione è confermata dall’interessato entro 90 giorni al Consolato competente. Per il cittadino che non ha provveduto a quanto sopra indicato ed ha presentato richiesta di iscrizione dopo l’espatrio al Consolato competente. La data di decorrenza dell’iscrizione in Aire sarà la data di ricezione della comunicazione consolare riguardante la richiesta di iscrizione da parte del Comune italiano di ultima residenza. (D.P.R. 6 settembre 1989, n. 323 Articolo 7).

  4. Salve. Sono residente in Brasile con tutti i documenti regolari. Vengo in Italia solo per 1 mese all’anno. In Italia non percepisco redditi di qualsivoglia natura. Posseggo solo la mia casa di proposta. Quest’anno vorrei fare un trasferimento di una cifra considerevole dal mio conto in Italia al mio conto in Brasile.. dove faccio già la dichiarazione dei redditi .. in Brasile non lavoro. Eventual dopo questo trasferimento percepirò un reddito derivato da questa somma investita in Brasile. Per evitare di pagare le tasse su questo investimento anche in Italia (in Brasile ovviamente le pagherò) sarebbe opportuno che mi iscrivessi all aire? Ringrazio. Ps mia moglie è brasiliana con regolare visto illimitato per L Italia,anche lei dovrebbe iscriversi ?

  5. Buongiorno,

    La mia domanda riguarda le agevolazioni per la prima casa. L’iscrizione all’AIRE determina la perdita delle agevolazioni? Mi sono trasferito in Spagna con la mia famiglia prima della scadenza dei cinque anni previsti. Perdere la residenza nel mio paese, comporta il pagamento della differenza di aliquota oltre alla multa?

    La ringrazio per le risposte che potrà darmi.

    Un cordiale saluto

  6. L’iscrizione AIRE non può portare a problematiche legate all’agevolazione prima casa, a meno che non si decida di vendere l’immobile prima della fine dei cinque anni dall’acquisto. Maggiori info in consulenza.

  7. Comprendo che è obbligo di legge del Comune comunicare all’Agenzia delle entrate il cambio di residenza all’estero. Vale solo per i cittadini italiani o anche per i cittadini stranieri che rientrano nel proprio paese e che hanno per l’appunto cancellato la propria residenza nel comune italiano. Grazie. ps c’è un riferimento normativo.

  8. Molto gentile per la risposta. Leggendo sul sito noto che AIRE (come dice solo per chi ha la cittadinanza Italia) è importante per residenza fiscale (ma da solo non basta…).
    Proprio per un discorso di residenza fiscale, Il Comune, ha obbligo di comunicare il rientro/trasferimento estero di uno straniero a Agenzia Entrate? Lo fa comunque anche se non ha obbligo? Grazie se puo rispondere.

  9. salve
    vorrei sapere se la durata dei 12 mesi in cui devo risiedere all’estero fanno riferimento alla data di iscrizione al’AIRE oppure all’anno solare (quindi da gennaio).
    esempio: se oggi 17 agosto effettuo la mi iscrizione, ho tempo di maturare i 180 giorni necessari in cui risiedere all’estero? Oppure il termine scade il 31 dicembre? (maturando solo 4 mesi)
    La ringrazio in anticipo per la disponibiltà

  10. Mi moglie é dominicana e ha la cittadinanza italiana poiché é sposata con me risiede nel suo paese,la domanda che vorrei porle é la seguente:perde la cittadinanza italiana se vive lí ed poi deve comunque iscriversi all’aire per non perdere i idocumenti come CI passaporto ecc.Ultima cosa io ho intenzione di stabilirmi in repubblica dominicana ed stare lí con la mia sposa vivere lá pertanto io non ho casa vivevo da mia madre ho cessato di lavorare nel privato e ho fatto il730 ogni anno,debbo comunque iscrivermi all’aire prima di partire.Cordiali saluti

  11. Gentile Fiscomania, prima di contattarvi per una consulenza più completa ho un quesito di partenza al quale vorrei se possibile avere risposta. A gennaio mi traferirò con tutta la famiglia in Francia per un progetto professionale da committente francese, e sicuramente per i prossimi tre anni. Quindi in automatico diventerò/remo tutti “francesi” fiscalmente via Aire etc.
    Attualmente ho partita iva per le attiuvità intellettuali che svolgo (scrittore). Posizione che dovrei chiudere al 31/12 proprio per questo passaggio Ita/Fra (immagino) e nel caso poi aprire la mia posizione fiscale come “francese”. Ma avendo due libri in uscita nel 2019 per un editore italiano mi ritrovo un po’ ad essere in mezzo al guado. Con l’iscrizione all’AIRE se non erro dovrei chiudere la Piva ma allo stesso tempo dovrei tenerla aperta per incassare i diritti d’autore sui libri ( non sono comunque Baricco.. le entrate sarebbero minime,) . In sintesi scriverò fisicamente in francia, ma l’editore è in italia.. e finchè i libri vendono.. io incasserei annualmente dei diritti. Potrei gestire questa piccola entata “italiana” dalla posizione fiscale “francese” una volta attivata? Come se fossi uno scrittore italiano residente in francia ma che pubblica per un editore italiano? Grazie mille per quanto potrete dirmi

  12. Ci possono essere diverse soluzioni per gestire questo tipo di introiti. Bisogna scegliere la soluzione più conveniente, che non necessariamente passa attraverso una partita IVA. Il nodo principale è capire quando avverrà questo incasso, anche in relazione a possibili ritenute fiscali in uscita dall’Italia. Ne possiamo parlare in dettaglio in consulenza.

  13. Gentile Fiscomania, espongo la situazione di mia figlia.
    Dal novembre 2017 si è trasferita alle isole Canarie dove vive e lavora come dipendente. Dal luglio 2018 ha la residenza nell’ isola ma non è iscritta all’ aire. Presumo però che faccia parte ancora del mio nucleo familiare, quindi vi chiedo se il suo reddito deve essere inserito nel 730 di famiglia che faccio annualmente (quindi pagandoci altre tasse?), oppure no. In Italia non possiede beni mobili o immobili e/o redditi di nessuna natura.
    Inoltre è consigliabile che si iscriva all’ aire? di tutti i suoi colleghi di lavoro e amici italiani nessuno ha mai fatto l’iscrizione, che poi se non sbaglio sarebbe obbligatoria. Grazie per la risposta.

  14. Posso sicuramente aiutarvi a capire come gestire al meglio la situazione di vostra figlia, ma per farlo o bisogno di maggiori informazioni. Se volete per questi aspetti sono a disposizione in consulenza. Il consiglio che posso darle è sicuramente l’iscrizione AIRE, ma si deve gestire al meglio la situazione passata e fino al momento dell’iscrizione AIRE.

  15. Buongiorno. Mia figlia, trasferitasi da Roma a Parigi, ha fatto domanda di iscrizione all’Aire a settembre 2018 inviando il modulo via posta al Consolato italiano a Parigi. Vale anche come domanda di cambio residenza? Poichè abbiamo venduto la casa di Roma dove era residente e i nuovi acquirenti non riescono a porvi la residenza perchè mia figlia risulta ancora residente, ha un cosniglio da darmi per sollecitare il Comune di Roma? Grazie

  16. Con l’iscrizione AIRE sua figlia effettuerà il cambio di residenza, ma la procedura dura alcuni mesi. Conviene quindi far spostare la residenza italiana di sua figlia immediatamente e poi modificare la domanda AIRE.

  17. Salve, sono pensionato statale. Se dovessi trasferire la residenza in Tunisia potrei beneficiare della tassazione del solo 8o% della mia pensione lorda? E potrei conservare un conto corrente cointestato e con deposito titoli presso una banca che consente l’apertura del conto solo a persone residenti in Italia? Oppure, non essendo più residente in Italia, dovrei chiuderlo nonostante il cointestatario rimanga residente in Italia? Grazie

  18. Buongiorno, nostra figlia è iscritta all’Aire da molti anni e la residenza fiscale in Italia è presso il comune da cui è espatriata dove possiede una casa locata di cui paga, in Italia, le tasse. Ora sta vendendo la casa: dove potrà/dovrà trasferire la “residenza fiscale italiana”? Presso un’altra proprietà che ha in Italia ( interesse economico ) o anche presso i genitori che visita periodicamente con la sua famiglia? Grazie

  19. Buongiorno,
    mia figlia si è trasferita per motivi di lavoro a Dublino nel mese di aprile 2018 e nello stesso mese ha provveduto alla registrazione AIRE.
    Il 3 12 2018 ha constatato che la richiesta di iscrizione AIRE era in lavorazione e che era stata inviata una PEC al comune in cui risiedeva per la cancellazione.
    Da quel giorno … nulla è cambiato.
    Non ha ricevuto nessun’altra comunicazione.
    Mancando, ormai, pochi giorni alla fine dell’anno, in mancanza di “pratica definita” mia figlia dovrà dichiarare il reddito da lavoro (prodotto in Irlanda) in Italia o in Irlanda?
    Grazie!

  20. Il reddito deve essere dichiarato nel Paese di residenza fiscale, oltre che in Irlanda. La residenza fiscale avendo presentato la domanda di iscrizione AIRE è Irlandese. Questo in quanto quando la domanda sarà accolta avrà effetto dalla data della domanda, presentata con oltre 183 giorni di presenza all’estero nell’anno.

  21. Buongiorno. Mia moglie si è trasferita in UK a gennaio 2018. Mi ha seguito qui dal momento che io già vivo, lavoro e risiedo fiscalmente da 10 anni in UK. Mia moglie è libera professionista ed esercita sia in Italia, dove viaggia per circa una settimana al mese, che a Londra. Dovrà quest’anno fare la doppia dichiarazioni dei redditi. Tuttavia, l’AIRE, a cui ha fatto domanda di iscrizione già a gennaio, ha impiegato quasi l’intero anno per iscriverla. Questo significa, ci sembra di capire, che anche il suo reddito inglese è soggetto a imposizione fiscale italiana, il che sarebbe una ingiustizia colossale visto che lei ha fatto domanda di iscrizione AIRE immediatamente ma il consolato è talmente lento che quasi un anno ci è voluto. In casi come questo, non vige il principio della sostanza (a tutti gli effetti residente all’estero stabilmente da gennaio, che può essere provato dalla data della domanda AIRE) sulla forma (registrazione solo recentemente effettuata e conseguente deregistrazione in Italia)? Grazie della risposta.

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