Si torna a parlare di riforma della riscossione, e di condoni fiscali. Tramite riforma della riscossione sono stati presi alcuni provvedimenti, come l’eliminazione dell’aggio dalle cartelle esattoriali, ovvero quell’importo destinato direttamente all’agente di riscossione.

Oltre a questo provvedimento, si parla anche dell’eliminazione dei condoni fiscali, ovvero dei diversi sostegni al pagamento delle cartelle esattoriali introdotti nell’ultimo periodo. Con l’ultima sentenza n.66 dell’11 marzo 2022, vengono sottolineate le criticità relative ai condoni fiscali e alla pace fiscale.

Ricordiamo che i diversi meccanismi di condono fiscale, come la rottamazione ter, oppure il saldo e stralcio delle cartelle, sono stati introdotti negli ultimi anni da un lato per sostenere i cittadini durante il periodo di emergenza sanitaria, e dall’altro lato per risolvere il problema dell’inceppamento della macchina burocratica del sistema di riscossione, che ha portato ad un cumularsi di cartelle esattoriali non pagate, di difficile recupero.

Con la sentenza n.66 dell’11 marzo 2022 della Corte Costituzionale, e con la riforma della riscossione, si prevede un addio ai condoni fiscali visti fino ad ora. Tutte le ipotesi e le novità nell’articolo.

Condoni fiscali: cosa sono

Negli ultimi anni si è parlato molto di pace fiscale e di condoni fiscali, ma di cosa si tratta nel dettaglio? La pace fiscale ha introdotto un rallentamento alla riscossione dei debiti che i cittadini hanno cumulato verso il fisco. Debiti che sono riferiti al mancato pagamento di diverse imposte: da quelle sulle proprietà immobiliari alle imposte sui redditi, fino al bollo auto, e alle multe stradali.

I cittadini italiani hanno cumulato moltissimi debiti non saldati nei confronti del fisco, confluiti nelle cartelle esattoriali, tuttavia per il sistema di riscossione è risultato impossibile recuperare molte delle somme presenti in queste cartelle esattoriali.

I condoni fiscali sono stati introdotti per semplificare e snellire le procedure di riscossione, e per sostenere i cittadini durante l’emergenza sanitaria, per cui la riscossione è stata anche sospesa per un periodo di tempo.

Stralcio cartelle e rottamazione ter

Quando si parla di condoni fiscali, ci si riferisce a operazioni straordinarie introdotte per riscuotere i debiti dei cittadini tramite particolari agevolazioni, come:

  • Stralcio dei piccoli debiti, ovvero la cancellazione dei debiti di vecchia data di importo inferiore a 5.000 euro;
  • Definizione agevolata (tramite rottamazione ter): la possibilità di saldare i debiti in modo rateizzato, per estinguere i debiti iscritti a ruolo. Tramite rottamazione è stata introdotta la possibilità di provvedere ai pagamenti degli arretrati a rate e senza l’applicazione di sanzioni aggiuntive e interessi.

Si è parlato quindi di pace fiscale, ad indicare l’insieme delle misure introdotte dal fisco per consentire ai cittadini che hanno contratto dei debiti di saldarli tramite modalità agevolate e senza l’aggiunta di sanzioni e interessi. La pace fiscale tuttavia potrebbe essere alla fine, secondo le ultime novità in materia di riscossione.

La sentenza dell’11 marzo 2022

Secondo una recente sentenza, la n.66 dell’11 marzo 2022, che riguarda da vicino l’azione di riscossione, viene indicato che successivamente alla riforma della riscossione, dovranno essere evitati meccanismi di condono fiscale, che di fatto sarebbero contrari al dovere tributario. Così cita la sentenza:

“Dovranno essere evitati interventi di “rottamazione” o “stralcio” contrari al valore costituzionale del dovere tributario e tali da recare pregiudizio al sistema dei diritti civili e sociali tutelati dalla Costituzione.”

Ci si riferisce qui al periodo che va dal 2022 al 2024, ovvero al periodo successivo all’applicazione della riforma della riscossione. L’obiettivo in ogni caso è quello di migliorare il sistema di riscossione dei debiti italiano, per cui sono già state introdotte numerose novità con la riforma della riscossione.

Al momento infatti sono stati intensificati i controlli fiscali, ed è cambiata l’organizzazione del sistema di riscossione, affidato all’Agenzia delle Entrate. Con la stessa sentenza inoltre viene dichiarato illegittimo il meccanismo di stralcio dei debiti inferiori a 1.000 euro introdotto per enti territoriali e società private scorporate.

Dovere di solidarietà

In merito alla riforma della riscossione, i primi cambiamenti sono stati introdotti con la Legge di Bilancio 2022, tuttavia presto potrebbero scomparire del tutto i condoni fiscali visti fino ad ora, tra cui la possibilità di rottamare le cartelle esattoriali e le ipotesi di una nuova pace fiscale.

Secondo la recente sentenza infatti, l’introduzione massiccia di meccanismi di condono fiscale, pace fiscale e stralcio delle cartelle andrebbe ad influire negativamente su quello che è il prelievo fiscale da destinare allo stato. Viene quindi menzionato il dovere inderogabile di solidarietà. Si tratta del dovere dei cittadini di versare le dovute imposte allo stato per il sostentamento dello stesso.

La risposta di Federcontribuenti

La sentenza della Corte Costituzionale va a riprendere il concetto di dovere inderogabile di solidarietà: la pace fiscale viene così bocciata perché va contro al dovere costituzionale del versamento delle imposte verso lo stato, per il suo sostentamento e per finanziare la tutela della salute e dei diritti civili.

Le misure di condono fiscale quindi andrebbero ad intaccare questi doveri costituzionali, secondo quanto espresso dall’ultima sentenza. Tuttavia non tutti sono d’accordo con la presa di posizione di questa sentenza, in particolare Federcontribuenti, la Federazione Italiana a tutela dei Contribuenti e dei Consumatori.

Federcontribuenti si è espressa sottolineando la contrarietà verso la presa di posizione della sentenza, che giudica come dannosi i meccanismi di pace fiscale. L’associazione ha così fatto un appello al governo, sottolineando come al momento i cittadini italiani si trovino a contribuire con una larga fetta del proprio guadagno al pagamento delle imposte:

“Le tasse sono un dovere costituzionale quando, la loro somma, non supera il 40% del reddito netto. Oggi la somma di tutte le tasse e imposte supera di gran lunga la capacità reddituale dei contribuenti, oltre la soglia del 60%. Ogni italiano versa al fisco circa 8.300 euro di tasse all’anno, quando lo stipendio medio al netto in Italia è di circa 1.400 euro.”

L’associazione pone anche l’attenzione sul particolare periodo storico in cui l’Italia si trova a muoversi, sottolineando come è dovere dei cittadini versare le imposte in base alle proprie capacità, e che al momento la situazione economica è tutt’altro che rosea.

L’argomento della pressione fiscale, elevata in Italia, viene dibattuto in un periodo tutt’altro che roseo, per cui molti stanno chiedendo al governo di intervenire anche su altre problematiche, come l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle materie prime. La riduzione delle accise, ovvero le imposte sui carburanti, è una delle prospettive ipotizzate per il prossimo periodo, proprio alla luce dell’attuale situazione economica italiana.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

1 COMMENTO

  1. Sono daccordo, addio ai condoni fiscali ma fateci pagare le cartelle esattoriali senza interessi né sanzioni, mi sembra una buona soluzione sia per lo stato che per il contribuente onesto. Grazie

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