Abbonamenti al Trasporto Pubblico: la detrazione fiscale

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Tipologia di spesaSpese per abbonamenti al servizio di trasporto pubblico
Limite di detraibilità€ 250 complessivi
Detraibilità19% Max. € 47,50
RequisitiAbbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale / regionale / interregionale
Soggetti fiscalmente a caricoOnere detraibile anche se sostenuto per familiari a carico
Normativa Articolo 15, comma 1, lettera i-decies, TUIR

Detrazione del 19%, nel limite massimo di € 250 per abbonamenti al trasporto pubblico. Tutte le informazioni per usufruire dell’agevolazione nel modello Redditi PF e nel modello 730.

La Legge n 302/2017 ha introdotto una detrazione IRPEF del 19% per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

La detrazione si applica su un costo annuo massimo di 250.

L’agevolazione riguarda:

  • Sia le spese sostenute direttamente dal contribuente per l’acquisto di un abbonamento del trasporto pubblico;
  • Sia quelle affrontate per conto dei familiari fiscalmente a carico.

Per le detrazioni relative all’acquisto dell’abbonamento da parte dei cittadini e dei familiari a carico dovranno essere conservati il titolo di viaggio e la documentazione relativa al pagamento.

Inoltre, non concorrono a formare reddito di lavoro le somme erogate o rimborsate ai dipendenti dal datore di lavoro o le spese sostenute direttamente da quest’ultimo per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico del dipendente e dei suoi familiari.

Vediamo, in dettaglio, tutti i requisiti per ottenere l’agevolazione legata agli abbonamenti al trasporto pubblico.


ABBONAMENTI AL TRASPORTO PUBBLICO: SPESA DETRAIBILE

Sono detraibili le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico:

  • Locale;
  • Regionale;
  • Interregionale .

La detrazione spetta nella misura del 19% per un importo non superiore a € 250. Il risparmio di imposta arriva, quindi, fino a € 47,50.

CHE COSA SI INTENDE PER ABBONAMENTO?

Si tratta di un titolo di trasporto che consente al titolare autorizzato:

  • Di eseguire un numero illimitato di viaggi;
  • Per più giorni;
  • Su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato.

Di conseguenza, possono fruire della detrazione in esame solo le spese per gli abbonamenti che implicano un utilizzo non episodico dei mezzi di trasporto pubblico.

COSA SI INTENDE PER SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE?

Per servizi di trasporto pubblico locale (TPL) vanno intesi quelli:

  • Aventi ad oggetto trasporto di persone, ad accesso generalizzato;
  • Resi da enti pubblici / soggetti privati affidatari del servizio pubblico in base a specifiche concessioni / autorizzazioni da parte di soggetti pubblici.

QUALI SERVIZI NON BENEFICIANO DELL’AGEVOLAZIONE?

Non beneficiano dell’agevolazione:

  • I titoli di viaggio che abbiano una durata oraria, anche se superiore a quella giornaliera (ad esempio, i biglietti a tempo che durano 72 ore);
  • Le c.d. carte di trasporto integrate che includono anche servizi ulteriori rispetto a quelli di trasporto (ad esempio, carte turistiche che oltre all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici consentono l’ingresso a musei / spettacoli).

ABBONAMENTI AL TRASPORTO PUBBLICO: SOGGETTI INTERESSATI

La detrazione non interessa soltanto particolari categorie di soggetti (studenti, lavoratori, pensionati) ma tutte le persone fisiche.

SPESE SOSTENUTE PER FAMILIARI A CARICO

La detrazione spetta anche se le spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico, fermo restando il limite complessivo di € 250.

Il limite massimo di detrazione:

  • Va riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per il proprio abbonamento e per quello dei familiari a carico. In pratica il limite di € 250 è riferito a “ciascuna dichiarazione”;
  • Costituisce anche il limite massimo di spesa detraibile per ogni singolo abbonato al servizio di trasporto pubblico. Pertanto, anche se il costo dell’abbonamento relativo ad un figlio fiscalmente a carico è sostenuto da entrambi i genitori, l’ammontare massimo di spesa detraibile da ripartire tra i genitori non può superare € 250.

INDICAZIONE IN DICHIARAZIONE DEI REDDITI

L’onere detraibile va indicato in dichiarazione dei redditi utilizzando il codice40” da riportare nei righi E8 E10 del modello 730. Oppure nei righi RP8 RP13 del modello Redditi PF.

ESEMPIO

Ipotizziamo le seguenti spese sostenute per il trasporto pubblico:

  • Padre € 200
  • Madre € 100
  • Figlio a carico € 200

La spesa per l’abbonamento del figlio è ripartita al 50% tra i genitori (€ 100 a testa).

Il modello 730 del Padre è così compilato:

730 spese abbonamento trasporto pubblico
730 spese abbonamento trasporto pubblico

Il modello 730 della Madre è così compilato:

730 spese abbonamento TPL
730 spese abbonamento TPL

Il padre, a fronte di una spesa di € 300 sostenuta, può portare in detrazione fino al limite massimo di € 250. Al contrario, la madre, può detrarsi l’intera quota di € 200 in quanto inferiore al limite.


DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE

Le spese sostenute vanno documentate in maniera differente a seconda della tipologia di abbonamento (nominativo / non nominativo).

In entrambi i casi, il contribuente deve conservare il titolo di viaggio da cui risultino le seguenti informazioni:

  1. Soggetto che emette il titolo di viaggio o che effettua la prestazione di trasporto (denominazione/ragione sociale, nome e cognome oppure logo distintivo dell’impresa e numero di Partita IVA);
  2. Descrizione delle caratteristiche del trasporto;
  3. Ammontare del corrispettivo;
  4. Numero progressivo;
  5. Data apposta al momento dell’emissione / utilizzazione.

In merito ai punti 2 e 3, qualora i dati siano espressi in codice, la decodifica dello stesso deve essere preventivamente comunicata all’Agenzia delle Entrate da parte dell’Ente che gestisce il servizio, ovvero stampata sul titolo di trasporto.

ABBONAMENTO NOMINATIVO

Sul titolo di viaggio nominativo è indicata la durata dell’abbonamento e l’ammontare della spesa sostenuta.

Al fine di documentare che la spesa è stata sostenuta nell’anno è altresì
necessario conservare:

  • Fattura eventualmente richiesta al gestore del servizio di trasporto;
  • Altra eventuale documentazione attestante la data di pagamento.

In caso di impossibilità a procurarsi la predetta documentazione (a causa del particolare regime IVA applicabile alle cessioni dei titoli di viaggio), la spesa è considerata sostenuta alla data di inizio validità dell’abbonamento.

In caso di emissione di titolo di viaggio realizzato in formato elettronico è necessario disporre di documentazione certificativa che contenga le indicazioni essenziali a qualificare il titolo di viaggio. Nonché ogni altra documentazione utile ad individuare il servizio reso (soggetto utilizzatore, periodo di validità, spesa sostenuta, periodo di sostenimento).

ABBONAMENTO NON NOMINATIVO

Il titolo di viaggio non nominativo va conservato e accompagnato da una autocertificazione ex articolo 47, DPR n. 445/2000.

L’autocertificazione deve attestare che che l’abbonamento è stato acquistato per il contribuente o per un suo familiare a carico.

In questo caso è il contribuente che si assume la responsabilità di portare in detrazione il titolo di viaggio con le caratteristiche richieste dalla norma.


ABBONAMENTI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: CONCLUSIONI

Questa detrazione opera a partire dalla spese sostenute nell’anno di imposta 2018.

Particolare attenzione deve essere posta alla titolarità del titolo di viaggio legato al TPL.

Per qualsiasi dubbio o approfondimento legato a questa detrazione fiscale lasciami un commento.

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