Bollo su Fatture Elettroniche e Ricevute Fiscali: le regole

69
8346

Applicazione dell’imposta di bollo di € 2,00 su fatture elettroniche “senza IVA” di importo superiore a € 77,47. Bollo anche per le ricevute fiscali. Tutte le informazioni utili in questa guida per l’applicazione del bollo su fatture elettroniche e ricevute fiscali.

Uno degli aspetti collegati all’emissione di un Fattura Elettronica o di una Ricevuta Fiscale è l’applicazione dell’imposta di bollo.

Si tratta di un aspetto particolare che spesso genera errori, o dimenticanze. Per questo motivo ho deciso di dedicare questa guida ad approfondire tutti gli aspetti che riguardano il bollo su Fatture Elettroniche e su Ricevute fiscali.

Quando ci troviamo a dover emettere una Fattura o una Ricevuta Fiscale dobbiamo fare attenzione ai casi nei quali è obbligatorio apporre la Marca da Bollo nella misura fissa.

Le Fatture emesse da soggetti passivi del tributo (professionisti e imprese) sono soggette a imposta di bollo, quando non è prevista l’applicazione dell’IVA.

Per le Ricevute,  invece, soltanto quelle fiscali, emesse da operatori economici, sono soggette all’applicazione del bollo. In tutti gli altri casi, la ricevuta non fiscale non è soggetta ad applicazione dell’imposta di bollo.

In questo articolo voglio aiutarti a capire quando sei tenuto ad applicare l’imposta di bollo su Fatture Elettroniche e Ricevute Fiscali.

Ti spiegherò anche come riaddebitare il costo del bollo al tuo cliente, e le eventuali sanzioni per la mancata applicazione dell’imposta di bollo.


IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE ELETTRONICHE E RICEVUTE FISCALI


L’imposta di bollo, nella misura di € 2,00 è dovuta dagli operatori economici, nelle seguenti categorie di documenti fiscali:

  • Le Fatture, emesse in formato elettronico o cartaceo.
  • Le Ricevute Fiscali, ovvero documenti emessi per quietanza di pagamento, a liberazione di una obbligazione pecuniaria.

Questo è quanto prevede l’articolo 13 della Tariffa allegata al DPR n 642/72.

Al contrario, l’imposta di bollo non è dovuta nei seguenti casi:

  • Quando la somma dei beni o servizi venduti non supera (complessivamente) la soglia di € 77,47. Questo a meno che si tratti di ricevute o quietanze rilasciate a saldo per somma inferiore al debito originario, senza l’indicazione di questo o delle precedenti quietanze, ovvero rilasciate per somma indeterminata;
  • Per la quietanza o ricevuta apposta sui documenti già assoggettati all’imposta di bollo o esenti;
  • Per le quietanze apposte sulle bollette di vendita dei tabacchi, fiammiferi, valori bollati, valori postali e dei biglietti delle lotterie nazionali.

Vediamo, quindi, i principi che regolano l’applicazione dell’imposta di bollo su fatture e ricevute.


ALTERNATIVITÀ TRA IVA ED IMPOSTA DI BOLLO

L’imposta sul valore aggiunto (IVA) e l’imposta di bollo sono imposte tra loro alternative. Questo è quanto prevede l’articolo 6 della Tabella (allegato B) al DPR n 642/72.

Quando le fatture, le ricevute, le quietanze, le note, i conti, le lettere e i documenti di addebitamento o di accreditamento riguardano pagamenti di corrispettivi assoggettati ad IVA, gli stessi sono esenti dall’imposta di bollo.

Al contrario, nel caso in cui il documento rechi una prestazione imponibile IVA, non deve mai essere applicata l’imposta di bollo. Questo come regola generale.

Ad esempio, prendi il caso di una fattura emessa da un soggetto che applica un regime fiscale per il quale non si applica l’IVA.

Può essere il caso dei soggetti in regime forfettario. In questo caso l’imposta di bollo deve essere apposta sul documento da parte del soggetto passivo.

Stessa cosa nelle ricevute dei medici e dei soggetti che prestano attività sanitarie.

Vi è l’obbligo di applicare l’imposta di bollo, su ogni documento (ricevuta) rilasciato ai clienti se supera la soglia di € 77,47.


IN QUALI CASI NON SI APPLICA LA MARCA DA BOLLO?

In particolare, l’esenzione dell’imposta di bollo opera:

  • Quando l’IVA è esposta sul documento;
  • Quando viene riportata una dicitura che affermi che il documento è emesso con riferimento al pagamento di corrispettivi assoggettati ad IVA;
  • Per le fatture relative a esportazioni di merci (sia dirette, sia triangolari);
  • Tutte le fatture relative a operazioni intracomunitarie;
  • Per le fatture con Iva assolta all’origine. Come nel caso della cessione di prodotti editoriali;
  • Per le operazioni in reverse charge (Circolare n. 37/E/2006 Agenzia delle Entrate).

QUANDO DEVE ESSERE APPLICATA L’IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE

Viceversa, sono soggette a imposta di bollo tutte le fatture (o documenti) emessi sia in forma cartacea sia in forma elettronica che abbiano un importo complessivo superiore a € 77,47 non gravato da IVA.

Vediamo il riepilogo nella seguente tabella.

FATTISPECIEBOLLO
Operazione imponibile IVA (4%, 10%, 22%)NO
Articolo 17: Inversione Contabile “nazionale” (rottami, subappalti edilizia, cessioni di CPU e cellulari) NO
Articolo 17-ter: Split Payment (scissione dei pagamenti alla Pubblica Amministrazione) NO
L’Articolo 74: IVA assolta all’origine (editoria, ricariche telefoniche) NO
Operazioni ESENTI ex articolo 10 DPR n 633/72SI
Operazioni NON IMPONIBILI ex articolo 8, 9 e articolo 6, comma 5, DL 331/93. Esportazioni dirette e indirette, servizi internazionali, cessioni di beni intra-comuniatarie, bollette doganali.NO
Articolo 8 c) e 8 bis: esportatori abituali e operazioni assimilate a esportazioni SI
Operazioni ESCLUSE ex articolo 15: spese in nome e per conto, interessi di mora, etc… SI
Articolo 2,3,4,5,7: operazioni fuori campo IVA (ricevute per prestazioni occasionali, servizi intracomunitari resi, etc…) SI
Articolo 1 commi 54-89 L. 190/2014 e s.m.: operazioni in franchigia da IVA (regime forfettario) SI
Articolo 27 commi 1 e 2 D.L. 98/2011 : operazioni non soggette ad IVA (regime di vantaggio – minimi) SI

IL BOLLO SU FATTURE MISTE

Può accadere il caso di fatture i cui importi sono in parte soggetti ad IVA ed in parte non assoggettati.

Pensa al classico caso del professionista che inserisce in fattura il suo compenso ed anche anticipazioni effettuate in nome e per conto del cliente. In questo caso, parte della fattura è soggetta ad IVA, mentre le anticipazioni sono escluse, ex articolo 15.

In questo caso, ai fini dell’applicazione dell’imposta di bollo si deve considerare l’importo non assoggettato ad IVA.

Questo significa che se la quota di spese in nome e per conto supera la soglia di € 77,47, è necessario applicare l’imposta di bollo in fattura.

Questo è quanto prevede la Risoluzione n. 98/E/01 Agenzia delle Entrate.

Annunci

IL BOLLO SU COPIE CONFORMI DI FATTURE

Talvolta può capitare che per diversi motivi (mancato recapito, perdita, o altro) sia necessario inviare nuovamente un documento precedentemente emesso.

In tal caso, la “copia conforme” segue il medesimo trattamento del documento originale: se la fattura era assoggettata a bollo, lo sarà anche la copia, se la fattura non lo era, non lo sarà neppure la copia.


PAGAMENTO DELL’IMPOSTA DI BOLLO SULLE FATTURE ELETTRONICHE

A decorrere dalle fatture elettroniche emesse dall’1.1.2019, per l’assolvimento dell’imposta di bollo di ciascun trimestre il versamento deve essere effettuato entro il giorno 20 del mese successivo.

Questo è quanto prevede l’articolo 6, comma 2, del DM 17.06.2014 (modificato ad opera del DM 28.12.2018).

FATTURE EMESSE NELTERMINE VERSAMENTO BOLLO
Primo trimestre16 Aprile
Secondo trimestre16 luglio
Terzo trimestre16 ottobre
Quarto trimestre16 febbraio n+1

A tal fine è previsto che, sulla base dei dati relativi alle fatture transitate per il SdI, l’Agenzia delle Entrate:

  • Comunica, nell’area riservata del proprio sito Internet, l’ammontare dovuto;
  • Mette a disposizione il modello F24 precompilato. Questo qualora il contribuente scelga di effettuare il versamento con tale modalità in luogo dell’addebito diretto sul c/c bancario o postale.

La messa a disposizione del calcolo del bollo su fatture e del modello F24 di pagamento si trova:

  • Nell’area riservata della Sezione “Fatture e corrispettivi”, la funzione “Pagamento imposta di bollo”;
  • Con la Risoluzione n 42/E/2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento dell’imposta di bollo con il modello F24.

CODICI TRIBUTO PAGAMENTO BOLLO SU FATTURE ELETTRONICHE

Con la Risoluzione n 42/E/2019 sono stati istituiti i seguenti codici tributo da utilizzare per il versamento tramite il modello F24.

CODICE TRIBUTODESCRIZIONE
2521Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – primo trimestre – art. 6, DM 17.6.2014
2522Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – secondo trimestre – art. 6, DM 17.6.2014
2523Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – terzo trimestre – art. 6, DM 17.6.2014
2524Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – quarto trimestre – art. 6, DM 17.6.2014
2525Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6, DM 17.6.2014 – SANZIONI
2526Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6, DM 17.6.2014 – INTERESSI

In particolare, ai fini in esame:


  • Deve essere utilizzata la Sezione “Erario”;
  • Quale “anno di riferimento” va indicato l’anno cui si riferisce il versamento.

Contestualmente, l’Agenzia delle Entrate rammenta che i codici tributo per il versamento dell’imposta di bollo dovuta su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari, che va assolta entro 120 giorni dalla fine del periodo d’imposta, sono i seguenti.

CODICE TRIBUTODESCRIZIONE
2501Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6, DM 17.6.2014
2502Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6, DM 17.6.2014 – SANZIONI
2503Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6, DM 17.6.2014 – INTERESSI

RIADDEBITO DELL’IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE

In alcuni casi chi emette il documento non desidera sopportare il costo della bollatura, quando questa è obbligatoria.

In questi casi la procedura da adottare è quella che prevede l’addebito dell’importo del bollo nella fattura del cliente.

Il riaddebito dell’imposta di bollo è possibile. Tuttavia, questo deve essere espressamente previsto nel contratto stipulato tra le parti.

Questo significa che senza accordo tra le parti deve essere il soggetto emittente ad apporre sul documento l’imposta di bollo e nel caso, questi, ha la possibilità di richiedere al cliente il riaddebito dell’importo.

Nella fattura elettronica questo è possibile andando a modificare il file Xml per il “riaddebito bollo“.

VALORI BOLLATI E IMPOSTE DIRETTE

I costi sostenuti per l’acquisto di valori bollati e postali sono deducibili dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo,  se documentati e se correttamente indicati in Conto economico.

Al fine di poter considerare deducibile il costo del bollo è necessario avere l’apposita distinta di acquisto, con l’indicazione dei valori acquistati.

Per quanto riguarda il bollo su fatture elettroniche è necessario la quietanza di avvenuto pagamento.


SANZIONI MANCATA APPLICAZIONE IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE

Per l’omesso, insufficiente o irregolare versamento dell’imposta di bollo dovuta, si applica la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 25 del DPR n 633/72.

Tale norma prevede:

In caso di omesso, insufficiente o irregolare versamento dell’imposta di bollo dovuta, si applica la sanzione amministrativa, per ogni fattura irregolare, di un importo da 1 a 5 volte l’imposta evasa

Ti consiglio di tenere bene a mente non soltanto le regole su quando si applica la marca da bollo sulle ricevute fiscali, ma anche su quali sono le regole riguardanti la conservazione dei documenti da esibire in caso di controlli fiscali.

Oltre a dover applicare la marca da bollo da € 2,00 su ogni fattura o ricevuta fiscale originale consegnata al cliente, è necessario:

  • Fare una fotocopia di fattura o ricevuta fiscale soggetta ad imposta di bollo da conservare per la propria contabilità;
  • Conservare e registrare in contabilità la ricevuta di acquisto dei valori bollati riferiti alle marche da bollo applicate. Questo aspetto ti permetterà di poterti dedurre fiscalmente il costo di acquisto della marca da bollo.

IMPOSTA DI BOLLO ASSOLTA IN MANIERA VIRTUALE

Per alcuni documenti ed atti, l’imposta di bollo può essere assolta in maniera virtuale. Questo avviene tramite preventiva autorizzazione bollata presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di competenza. Attualmente è prevista la presentazione di un modello telematico all’Agenzia delle Entrate.

Deve essere indicato il numero stimato di atti e documenti emessi/ricevuti nel corso dell’anno, per i quali si chiede l’autorizzazione all’assolvimento in modo virtuale.

Questo è quanto prevede l’articolo 15 del DPR n 642/72 e successivi decreti attuativi.

Il predetto modello va utilizzato per:

  • Compilare la dichiarazione relativa all’imposta di bollo assolta in modo virtuale relativa agli atti ed i documenti emessi nell’anno precedente e, nell’ipotesi di rinuncia all’autorizzazione, per il periodo compreso tra il primo gennaio e il giorno da cui ha effetto la rinuncia;
  • Esprimere la volontà di rinunciare all’autorizzazione;
  • Effettuare l’opzione relativa al pagamento, con modalità virtuale, dell’imposta di bollo per gli assegni circolari.

LIQUIDAZIONE DELL’IMPOSTA DI BOLLO VIRTUALE

L’Ufficio a seguito dell’autorizzazione liquiderà provvisoriamente l’imposta di bollo in base a quanto dichiarato.

La liquidazione avviene con suddivisione dell’importo totale in rate uguali da versare alla fine di ogni bimestre solare, dalla data di autorizzazione fino a fine anno.

Ad esempio: richiesta di autorizzazione a febbraio anno “n”, fatture da emettere nell’anno “n” stimate 1.000, imposta di bollo su fatture liquidata pari a € 2.000 €, 6 rate bimestrali di € 200 a partire da febbraio.


Entro il 31 gennaio di ogni anno, deve essere presentata la Dichiarazione annuale dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale.

Nella dichiarazione annuale deve essere indicato il numero e la tipologia degli atti e documenti emessi nell’anno precedente, distinti per voce di tariffa, e altri elementi utili.

Ad esempio si indicherà nella Tabella A della dichiarazione il codice 25 per fatture, ricevute, note, conti e simili documenti.

La Dichiarazione è la base di calcolo per la liquidazione definitiva a consuntivo:

  • Dell’imposta di bollo complessivamente dovuta per l’anno di riferimento e
  • Per la liquidazione provvisoria dell’anno in corso.

L’imposta definitiva a credito o a debito verrà inserita nel versamento della rata bimestrale di febbraio o di aprile.

Il versamento si effettua con modello F24 con i codici tributo 2505 per le rate bimestrali, 2506 per l’acconto, 2508 per eventuali interessi, approvati con Circolare 12/E del 2015.

Eventuali eccedenze di imposta di bollo virtuale non sono compensabili come crediti.

Come chiarito dalla Circolare 16/E del 2015, questa modalità appena descritta, non si applica alle fatture elettroniche e più in generale ai documenti elettronici rilevanti ai fini fiscali.


IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE: CONCLUSIONI

In questo articolo ho cercato di indicarti il funzionamento dell’imposta di bollo su fatture e ricevute fiscali.

Particolare attenzione deve essere data dal fatto che l’applicazione dell’imposta di bollo virtuale non può essere applicata sulla fattura elettronica. L’assolvimento del bollo su questo tipo di fatture ha una procedura propria.

Se hai dubbi riguardanti l’applicazione dell’imposta di bollo, lascia un commento di seguito. Ti risponderò nel più breve tempo e potrai risolvere i tuoi dubbi.

Potrai contare sulla consulenza di un professionista preparato.

69 COMMENTI

  1. Salve
    Avrei una domanda: cosa significa che si è esenti dal bollo “per le fatture con IVA assolta all’origine, come nel caso della cessione di prodotti editoriali;”?
    Caso pratico: ricevuta scritta dall’autore per ricevere il compenso dalla casa editrice a seguito della vendita del suo libro. Se la fattura è inferiore a 77.47 € l’autore non deve mettere la marca da bollo, ma se è superiore?
    Cordiali saluti

  2. Salve, nel caso dei regimi dei minimi come ditta individuale, offrendo servizi e prodotti, nel caso dei prodotti la marca da bollo va applicata?

  3. Salve,
    i contribuenti minimi devono apporre la marca da bollo da €. 2 in fattura, a prescindere dall’attività esercitata. Non fa alcuna differenza se di vendono beni o se si prestano servizi. La marca da bollo è dovuta in quanto i contribuenti minimi sono esclusi dall’applicazione dell’Iva.

  4. Buongiorno la settimana scorsa ho aperto la P.Iva regime forfettario vendita al dettaglio profumi, per il primo periodo non vorrei comprare il misuratore fiscale e fare ricevute fiscali prenumerate (quelle registrate comprato da Buffetti), l’agenzia delle entrate mi ha detto che per importi superiori a 77,47euro la normativa non è chiara se apporre la marca da 2 euro o meno….. il blocchetto delle ricevute sostituisce il registratore che non ha l’obbligo di imposte aggiuntive.
    Grazie mille

  5. Salve,
    lei è un operatore economico che sta emettendo delle ricevute “fiscali” sulle quali non deve essere apposta da marca da bollo, in quanto sostituiscono la tenuta del misuratore fiscale. Su tali ricevute dovrà apporre marca da bollo solo nel caso in cui lei dovesse effettuare un’operazione esente da Iva. Nel suo caso, effettuando attività di vendita di profumi, soggetta a Iva, le ricevute che emette sono da rilasciare senza marca da bollo.

  6. Salve,
    Cosa succede se solo dopo tanto tempo ci si accorge di aver omesso la marca da bollo su alcune fatture consegnate al cliente ? Come si può risolvere il problema?

  7. Salve, è sempre possibile usufruire del ravvedimento operoso, e versare l’importo delle marche da bollo omesse con sanzioni e interessi utilizzando il modello F23.

  8. Buongiorno,
    chiedevo chiarimenti sulle modalità di emissione di ricevute /fatture con marca di bollo.
    Parlando con vari professionisti (non medici, detesto quando gli stessi rilasciano la ricevuta senza bollo lasciando a me l’onere di comprare e inserirla la marca di bollo ovviamente con data posteriore alla ricevuta) ho notato c’è chi la inserisce compresa nel prezzo però scarica il costo dell’acquisto dalle spese e c’è chi indica l’importo della prestazione + costo bollo pari al prezzo concordato.
    Cioè nel primo caso fattura di 100 euro comprensivo di bollo e inserimento del bollo nella spese in dichiarazione.
    Nel secondo caso fattura di 98 euro prestazione+ 2 euro bollo= 100 prestazione. Nella dichiarazione riportano 98 senza includere ovviamente i bolli nelle spese.
    Sono ambedue corretti?

    La ringrazio dell’attenzione

    Stefano

  9. Salve, le procedure sono entrambe corrette. La cosa importante è l’applicazione della marca da bollo sul documento. Un documento rilasciato senza marca da bollo, con l’addebito al cliente delle €. 2,00 è veramente un comportamento pessimo. Il professionista può scegliere se addebitare il costo della marca al cliente, nel caso prestazione 100 + 2 di bollo, oppure scorporare dal compenso il bollo, 98 + 2 di bollo. Oppure ancora il professionista può anche decidere di emettere semplicemente il documento con la marca da bollo senza addebitare niente al cliente. Se non si addebita niente al cliente è possibile dedursi il costo della marca da bollo, altrimenti se si chiede il rimborso della marca e si addebitano i 2 euro, allora il costo della marca non può essere dedotto.

  10. Buongiorno,
    volevo sapere se il metodo che ha indicato per dedurre i costi della marca da bollo, ovvero di mettere in fattura solo l’importa della prestazione senza addebitare al cliente i 2€ della marca da bollo, è valido anche nel regime nei minimi.
    In particolare le chiedo se la seguente procedura è corretta:
    – nella descrizione della fattura inserisco solo l’importo della prestazione
    – stampo una copia dove applico la marca da bollo e la consegno al cliente
    – stampo un’altra copia dove non applico la marca da bollo, ma aggiungo in fondo la dicitura “Marca da bollo sull’originale” e la conservo nel mio archivio.

    Sempre al fine della deduzione dei costi della marca da bollo è sufficiente chiedere al tabaccaio una ricevuta dell’acquisto oppure devo espressamente richiedere una fattura fiscale dove compare la mia partita Iva?

    La ringrazio

  11. La procedura è corretta, è sufficiente farsi rilasciare una ricevuta. Solitamente si arriva già con un foglio intestato con i dati anagrafici e la partita Iva del professionista e l’importo delle marche da acquistare. Il tabaccaio mette soltanto il proprio timbro sul foglio a conferma dell’acquisto effettuato.

  12. Buonasera,
    vorrei sapere se bisogna applicare la marca da bollo anche da parte degli organizzatori di un congresso scientifico per rilasciare una ricevuta di iscrizione ai partecipanti. La quota di iscrizione è superiore ai 77,47 euro.
    Grazie per l’assistenza
    Maria Grazia

  13. Buongiorno,
    volevo sapere se, per le fatture dove è necessario applicare la marca da bollo, è possibile consegnarle tramite posta elettronica (ad esempio come allegato pdf) oppure se è obbligatorio consegnare la copia cartacea.

  14. Certamente, se la prestazione supera i €. 77,47 anche in questo caso è dovuta la marca da bollo.

  15. Salve, le fatture possono essere inviate anche tramite posta elettronica, nel caso la marca da bollo deve essere non apposta fisicamente ma deve essere inserito il codice identificativo univoco indicato sulla marca da bollo.

  16. Mi scusi, ma non mi è chiara qual è la procedura corretta.
    Quando devo applicare una marca da bollo di solito creo due versioni: quella dove applico il valore bollato che consegno al cliente fisicamente e una dove aggiungo la scritta “marca da bollo sull’originale” che tengo io.
    Speravo che, per l’invio tramite posta elettronica, bastasse inviare al cliente una scansione della versione dove è stata applicata la marca da bollo.

    Da quello che dice lei mi sembra di aver capito che la marca da bollo non va applicata fisicamente su nessuna versione, mi sembra un po’ strano.

  17. Il cliente deve ricevere la marca da bollo, la cosa migliore è l’invio per posta dell’originale. Gli altri sono metodi alternativi, che non sanano al 100% la procedura corretta.

  18. Buongiorno,
    volevo sapere se è possibile applicare la marca da bollo all’originale, dopo avere prodotto la fattura senza incorrere in sanzioni (regime dei minimi)

    Ringrazio per la risposta
    Cordialmente

    Cordialmente

  19. La marca da bollo deve essere apposta sempre sull’originale del documento che viene consegnato al cliente.

  20. Salve, mi risulta che per i pagamenti del canone d’affitto attraverso bonifico bancario, che riporti nella causale precisamente i mesi si riferimento e gli estremi del contratto, non sia obbligatorio da parte del percettore emettere la ricevuta, in quanto il pagamento risulta già documentato dalla stessa ricevuta del bonifico. Pertanto in questo caso l’affitto non viene gravato dall’imposta di bollo di 2 euro. E’ corretto? Grazie della risposta. Marina.

  21. Quanto afferma è corretto. Tuttavia, se l’inquilino richieda la ricevuta, allora con l’emissione della stessa si rende obbligatoria l’apposizione della marca da bollo.

  22. Buongiorno,premetto che faccio poche ricevute con importo superiore a 77,47 euro ,per alcune ricevute comprai le marche (li compro a fasce di 10) ma ho dimenticato di apporle,ora non li trovo e subito sono andata a comprarle nuovamente ,vado incontro a sessioni amministrative? Ma la ricevuta che devo conservare io per la dichiarazione dei redditi non deve essere l’originale? Quella con la marca di due euro apposta … per interterci…

  23. La ricevuta che devi conservare non è quella su cui è apposta la marca, che deve essere consegnata al cliente.

  24. Buongiorno,
    una delle possibilità di applicare il costo della marca al cliente è, nel caso prestazione pari a 100, scorporare dal compenso il bollo, 98 + 2 di bollo. In questa maniera il cliente paga quanto concordato e si inserisce nei redditi direttamente 98 senza detrarre gli acquisti delle marche da bollo.
    Nella Certificazione Unica che invia il cliente l’anno dopo dovrebbe essere riportato 98 o 100?
    Nel caso riporti 100, sulla mia dichiarazione dei redditi devo riportare 100 per evitare differenze o posso riportare 98?

    Grazie per la risposta

    Alessandra

  25. Grazie per la rapida risposta, quindi con l’esempio riportato il cliente certifica 100 sul CU mentre io dovrei poter inserire nella dichiarazione dei redditi 98 e non 100 senza dover allegare documentazione come la distinta di acquisto dei valori bollati.
    Grazie ancora
    Alessandra

  26. Lei deve dichiarare 100 poi se ha un regime fiscale dove può dedurre i costi, si dedurrà il costo di 2 documentato dalla distinta.

  27. Dovendo fare una Eco Addominale, per problemi di deambulazione e nonostante varie esenzioni tra le quali V01, mi stavano prenotando per aprile 2018. Pagando, invece, dopo 4 giorni sono andato nell’ospedale della città dove vivo. Non solo la visita era 85 euro ma mi sono visto applicare altri 2 euro di bollo. Che neppure si vede sulla ricevuta. Il bollo, non è un altro sistema per il Governo, per derubare i cittadini italiani?

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here