Detrazioni per familiari fiscalmente a carico


Detrazioni familiari a caricoUna delle possibili detrazioni cui i soggetti passivi IRPEF possono beneficiare riguarda i familiari a carico. Infatti, in sede di presentazione della dichiarazione i lavoratori dipendenti e i pensionati possono usufruire di vantaggi fiscali se i familiari (coniuge e figli) detengono un reddito personale complessivo non superiore ai 2.840,51€: in questi casi il contribuente ha diritto ad una riduzione dell’imposta, stabilita in maniera forfettaria.

Sono considerati soggetti fiscalmente a carico coloro i quali hanno ricevuto nel periodo d’imposta (ad esempio nell’anno 2013) redditi non superiori a 2.840,51€ al lordo degli oneri deducibili. Per operare la verifica occorre considerare  il reddito complessivo, così come indicato al rigo RN1 colonna 5 diel modello Unico, aggiungendo però anche eventuali redditi d’impresa  o di lavoro autonomo assoggettati ad imposta sostitutiva prevista per i minimi, la quota esente di redditi di lavoro dipendente prestato in zone frontaliere da soggetti residenti , ecc. In tale limite concorre anche il reddito da fabbricati assoggettato a cedolare secca sulle locazioni, anch’esso  non indicato nel rigo RN1.

La persona fiscalmente a carico non è automaticamente escluso dall’obbligo di  presentazione della dichiarazione dei redditi, ma può consentire al dichiarante di aver diritto a detrazioni. Queste possono essere riferite al coniuge, ai figli, o ad altri familiari; le detrazioni sono rapportate a mese e vanno conteggiate dal mese in cui si verificano i fatti per cui spettano. Nel caso di variazione della condizione del familiare nel periodo d’imposta, vanno compilati più prospetti , ciascuno corrispondente ai diversi periodi.

Un altro fattore dal quale può dipendere la detrazione per carichi di famiglia è il reddito del dichiarante: maggiore è, minore sarà la detrazione spettante.

FAMILIARI A CARICO: I familiari per i quali possono spettare le detrazioni sono:

  • coniuge, i figli e in loro mancanza i discendenti più prossimi;
  • i genitori e in loro mancanza i discendenti più prossimi;
  • i fratelli e le sorelle;
  • i suoceri le nuore ed i generi;
  • gli adottati.

In particolare, per il coniuge e i figli la detrazione spetta se sono fiscalmente a carico anche se conviventi o residenti all’estero. Per gli altri familiari è necessario che convivano con il contribuente.

DETRAZIONE PER IL CONIUGE: il dichiarante, in relazione al proprio reddito ha diritto a una detrazione per il coniuge quando questi non ha conseguito redditi superiori a 2.840,51€. Sono previste tre modalità di calcolo corrispondenti a tre fasce di reddito fino ad 80.000 €, oltre i quali non spetta più alcuna detrazione. Nel caso invece il coniuge sia legalmente ed effettivamente separato si può aver diritto alla detrazione, considerandolo quale “altro familiare a carico”, a condizione che riceva un assegno di mantenimento non risultante da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

DETRAZIONI PER FIGLI: sono considerati figli, oltre a quelli naturali, quelli adottati, affidati o affiliati indipendentemente dal superamento di limiti di età e dal fatto che siano studenti o che convivano con il dichiarante.  Per quanto riguarda la detrazione, non può essere liberamente ripartita tra i coniugi, restando ferma la percentuale del 50 per cento. Tuttavia è facoltà dei genitori decidere di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito complessivamente più elevato, per evitare di perderne una parte. In generale è prevista una detrazione di 950 Euro, parametrata (attraverso un calcolo specifico) al reddito complessivo del soggetto dichiarante. La detrazione è aumentata a 1.220 Euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Queste detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 Euro per ogni figlio portatore di handicap.

In caso di separazione la detrazione va attribuita al 100 per cento al genitore affidatario o in caso di affidamento congiunto al 50 per cento. La cosa importante è che questa scelta coinvolge tutti i figli: non sarà possibile quindi avere percentuali di detrazioni diverse per ogni figlio. Un caso particolare si ha anche in caso di assenza di un genitore, sia per il decesso che per il mancato riconoscimento del figlio. In tale circostanza, per il primo figlio spetta la stessa detrazione per coniuge a carico.

ULTERIORE DETRAZIONE PER FAMIGLIE NUMEROSE: In presenza di almeno 4 figli a carico è riconosciuta ai genitori un’ulteriore detrazione complessiva di 1.200 Euro. In presenza di 4 figli se uno di essi supera il limite del reddito per essere considerato a carico, la detrazione non spetta. Se invece i figli a carico sono 5 o più allora spetta comunque.

La detrazione è ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.

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3 commenti

  • Sono un genitore separato. La disposizione del Tribunale prevede la residenza di entrambe i figli con me, non impone l’obbligo del mantenimento dei figli al genitore non coabitante, obbliga il genitore coabitante al mantenimento del genitore non coabitante. Per il figlio minore esiste affido condiviso, per l’altro nulla dice in quanto maggiorenne. Nella dichiarazione dei redditi indico il figlio minore al 50% e il maggiore al 100%.
    Mi sembrava corretto ma l’Agenzia delle Entrate intende recuperare la detrazione del maggiore con la seguente motivazione “… detto familiare é già stato dichiarato al 50% da un altro contribuente”. (Agenzia Entrate via Sidoli, Torino). E’ quindi una gara a chi presenta per primo la dichiarazione? Grazie

  • Buonasera,
    vorrei chiedere una delucidazione: quest’anno abbiamo avuto il nostro primo figlio, io beneficio di detrazioni fiscali per la ristrutturazione di un immobile che mi copre l’interro ammontare dell’irpef. Allo stato attuale ho uno stipendio (di poco) superiore a mia moglie, posso in qualche modo cedere la detrazione fiscale del figlio alla coniuge (al 100%) anche se tra i due lei ha il reddito inferiore?

    Vi ringrazio e attendo Vs. indicazioni

    • Salve,
      In generale le detrazioni per figli a carico si ripartiscono al 50% tra i coniugi. Quando però, come nel suo caso, un coniuge é incapiente é possibile modificare la ripartizione della detrazione, destinando il 100% della detrazione all’ altro coniuge, attraverso la stipula di un accordo scritto. Vi basteranno due righe scritte e firmate per permettere al coniuge che ha capienza di sfruttare la detrazione!