I vantaggi fiscali del conferimento d’azienda e la successiva cessione di patecipazioni


srlIl conferimento di ramo d’azienda rientra tra le operazioni straordinarie più diffuse nel mondo delle imprese sia per la sua facilità di attuazione che per i vantaggi fiscali che ne derivano, rispetto ad altre operazioni dello stesso tipo (si pensi alla cessione d’azienda).

Motivazioni alla base dell’operazione - Le motivazioni in base alle quali si decide di effettuare il conferimento di ramo d’azienda possono derivare da esigenze aziendali legate alle dimensioni, oppure alla possibilità di diversificare gli investimenti produttivi, cedendo singoli rami aziendali senza sacrificare l’intera azienda. Inoltre, lo strumento in oggetto può essere utilizzato anche dal curatore come strumento per la liquidazione dell’attivo fallimentare. Per ultima, la convenienza fiscale legata al conferimento e successiva cessione delle partecipazioni della società conferitaria, che, se può beneficiare della PEX può scontare una tassazione più favorevole rispetto alla cessione d’azienda. 

Il conferimento -  Il conferimento è una prestazione patrimoniale promessa o eseguita dal socio al momento della sua adesione al contratto sociale (in fase di costituzione), o all’atto di una sua successiva modifica (aumento di capitale sociale a pagamento), a fronte della quale il socio riceve in cambio una quota di partecipazione sociale (quote o azioni).

Oggetto di conferimento può essere qualsiasi bene al quale le parti possono attribuire una valutazione economica, per le Società a Responsabilità Limitata, mentre se si conferisce in una Società per Azioni, le norme ci dicono soltanto che di regola il conferimento debba essere effettuato in denaro. Tra i beni conferibili, quindi, vi rientra anche il ramo d’azienda, ovvero un insieme attività e passività dotate di autonoma capacità di reddito apportati ad un ente giuridicamente diverso rispetto all’impresa conferente. Come contropartita l’impresa che conferisce riceve non denaro ma titoli della società a cui ha effettuato il conferimento.

Procedimento dell’operazione di conferimento - L’operazione di conferimento è un negozio giuridico a formazione progressiva, ovvero è costituito attraverso una serie di operazioni susseguenti:

  1. Delibera del C.D.A. della società conferente – La società che effettua il conferimento deve deliberare in merito all’opportunità di eseguire lo scorporo. Se l’operazione viene autorizzata deve essere dato mandato al Presidente per portare avanti l’operazione;
  2. Valutazione peritale del ramo conferito – Il ramo d’azienda oggetto di conferimento deve essere oggetto di valutazione da parte di un soggetto indipendente, nominato dal tribunale se il conferimento avviene in una S.p.a., mentre, è nominato dalla società stessa se si conferisce in una S.r.l.. L’obiettivo della valutazione è attestare che il valore complessivo dei beni conferiti sia almeno uguale a quello loro attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale. La valutazione è un aspetto molto importante dell’operazione in quanto è uno strumento che va a tutelare i soci delle due società, garantendo l’integrità del patrimonio sociale conferito. La valutazione è importante anche per i terzi creditori, che con l’operazione potrebbero vedersi ridurre le garanzie legate all’adempimento delle loro obbligazioni. Per la valutazione possono essere utilizzati sia metodi patrimoniali che reddituali;
  3. Delibera del C.D.A. della società conferitaria - L’obiettivo è quello di autorizzare l’operazione e illustrare i contatti preliminari con la società conferente in merito all’operazione. Il CDA deve autorizzare il Presidente alla convocazione dell’assemblea per la delibera di aumento di capitale sociale, da effettuarsi con l’esclusione del diritto di opzione.
  4. Assemblea straordinaria della conferitaria per l’aumento di capitale sociale – Viene determinato il prezzo di emissione delle nuove azioni in base al valore del patrimonio netto valutato dall’esperto. L’intento è quello di evitare che il conferimento porti ad un annacquamento del capitale causando un danno ai vecchi soci. Se il valore dell’azienda conferita supera il valore di emissione delle nuove azioni ci sarà un sovrapprezzo;
  5. Atto di conferimento – Il momento costitutivo del conferimento si attua, mediante la redazione, da parte di un notaio, dell’atto di conferimento, che conterrà, gli elementi identificativi delle parti, il riferimento alla perizia, l’individuazione dei beni oggetto di conferimento, la data di efficacia e il numero delle azioni che saranno emesse. L’atto di fusione deve essere iscritto nel Registro delle Imprese entro 30 giorni, a cura del notaio rogante.

La normativa fiscale del conferimento – L’operazione di conferimento di ramo d’azienda assume rilevante importanza fiscale perché, potrebbe nascondere ipotesi di elusione fiscale, ove essa sia conclusa senza valide ragioni economiche con il solo intento di eludere la normativa percependo risparmi fiscali altrimenti non ottenibili. Per questo motivo il fisco permette di attuare il conferimento utilizzando uno dei due seguenti regimi di imponibilità:

  • Conferimento in modalità bisospensiva (Art. 176 TUIR) – Attraverso l’operazione di conferimento di ramo d’azienda è possibile che i valori contabili divergano da quelli fiscali. Ciò accade ogni volta che vengono accolti nel bilancio della conferitaria valori di perizia, diversi da quelli contabili della conferente. Nonostante questo l’operazione risulta neutra fiscalmente, ovvero non c’è ne realizzo ne distribuzione di plusvalenze o minusvalenze derivanti dall’operazione. Allo scopo di evitare salti d’imposta è previsto che la società conferitaria assuma come valori fiscalmente rilevanti, l’ultimo valore riconosciuto ai fini fiscali all’azienda conferita. In questo modo, però si crea un doppio binario, civilistico e fiscale che deve controllato. Ogni qualvolta la conferitaria iscrive valori di perizia superiore a quelli contabili, tali valori assumo rilievo solo civilistico. Tali discrepanze portano alla formazione di imposte anticipate nel bilancio della conferitaria, che si riassorbiranno quando gli ammortamenti civilistici delle immobilizzazioni saranno conclusi.
  • Applicazione dell’imposta sostitutiva (Art. 176 co.2-ter TUIR) – Per riconoscere anche fiscalmente il maggior valore delle immobilizzazioni iscritto nel bilancio della società conferitaria a seguito della valutazione dell’esperto è possibile applicare l’imposta sostitutiva, di importo variabile, che permette di affrancare il valore delle immobilizzazioni anche per il fisco. In questo modo, con il pagamento dell’imposta il fisco permette alla società conferitaria considerare validi fiscalmente i valori delle immobilizzazioni iscritte a seguito del conferimento, risolvendo il problema del doppio binario civilistico e fiscale, visto in precedenza.

Come abbiamo detto in apertura, l’operazione straordinaria del conferimento di ramo d’azienda è particolarmente vantaggiosa fiscalmente per i soggetti che intendono cedere la propria azienda, in quanto può vantare un vantaggio fiscale non riconosciuto ad altre operazioni dello stesso tipo. Attraverso il conferimento e la successiva vendita delle partecipazioni un imprenditore può alienare la propria azienda a terzi, beneficiando dell’esenzione fiscale del 95% dell’eventuale plusvalenza realizzata dalla vendita delle partecipazioni dell’azienda conferitaria. L’imprenditore, al posto della vendita diretta della propria azienda, che sconta un imposizione fiscale del 100% della plusvalenza realizzata, o al verificarsi di alcuni requisiti è possibile al massimo la rateazione in 5 anni, o l’applicazione della tassazione separata; il conferimento e la successiva vendita delle partecipazioni sconta un esenzione del 95% della plusvalenza.  Naturalmente per poter beneficiare dell’esenzione è necessario essere in possesso di alcuni requisiti che consentono l’applicazione della PEX (partecipation exemption), al cui articolo vi rimando per i dettagli.

Da un punto di vista IVA l’operazione in oggetto è esclusa dal campo di applicazione, ai sensi dell’art. 2 del DPR 633/72. Al suo posto, è dovuta l’imposta di registro in misura fissa di 168 euro. Obbligati al pagamento sono sia il conferente che il conferitario, anche se l’imposta viene solitamente addossata al conferitario.

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