Novità per IVIE e IVAFE: si alleggeriscono in Unico 2013


Unico 2013 scCon la circolare “Omnibus” n.12/E 2013 l’Agenzia delle Entrate ha fornito numerosi chiarimenti riguardanti le novità fiscali introdotto dalla “Legge di Stabilità 2013”. Tra le principali novità che riguardano il reddito delle persone fisiche sicuramente le modifiche all’IVIE e all’IVAFE sono quelle che maggiormente andranno ad impattare, in positivo all’interno del modello Unico 2013 P.F..

Con la circolare n. 12/E del 3 maggio scorso l’Agenzia delle Entrate ha illustra e commenta le novità normative apportate dalla legge n. 228/2012 (c.d. “Legge di Stabilità 2013”). Tra le varie novità che interessano le prossime dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche si registrano importanti novità sia in materia di imposta sul valore degli immobili situati all’estero (c.d. IVIE),  che in materia di imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (c.d. IVAFE).

LE NOVITA’ COMUNI DI IVIE E IVAFE: Il primo intervento dell’Agenzia in materia di IVIE e IVAFE ha riguardato la circolare 28/E del 02 luglio 2012 nella quale venivano dettati i presupposti dei due tributi e le modalità di applicazione. Con questa seconda circolare l’Agenzia delle Entrate ha introdotto numerose novità che interessano le due imposte, la più importante riguarda la loro decorrenza: i due tributi sono dovuti a partire dal periodo d’imposta 2012 e non più dal 2011, come inizialmente stabilito dal decreto “salva Italia”. Di conseguenza, quanto versato per il 2011 va considerato come acconto per il 2012 e l’eventuale saldo a conguaglio andrà effettuato entro il prossimo 17 giugno. Cambiano infatti anche le modalità di assolvimento delle imposte, che vengono uniformate a quelle in uso per l’Irpef; pertanto, entro quella stessa data, oltre al saldo 2012, dovrà essere versato anche il primo acconto 2013, mentre per il secondo acconto c’è tempo fino a novembre.

La circolare chiarisce che l’omesso o carente versamento delle imposte originariamente dovute per il 2011 in base alla normativa previgente non sarà sanzionato; in tal caso, l’importo dovuto per il 2012 andrà pagato entro il 17 giugno. In caso di somme versate per il 2011 che, alla luce delle modifiche normative, risultano non più dovute perché, ad esempio, l’attività è stata dismessa, le stesse potranno essere recuperate secondo le consuete modalità previste per i versamenti in eccesso.

MODIFICHE ALLA SOLA IVIE: In particolare, è stata estesa a tutti i residenti in Italia l’applicazione dell’aliquota ridotta dello 0,40% prevista per gli immobili situati all’estero adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze (l’agevolazione, in origine, era riservata ai soli lavoratori pubblici all’estero).

Inoltre, gli immobili esteri adibiti ad abitazione principale e quelli non locati soggetti a IVIE non concorrono alla formazione dell’imponibile IRPEF. In sostanza, le modifiche sono finalizzate a equiparare l’IVIE con il prelievo previsto dall’IMU in Italia.

MODIFICHE ALLA SOLA IVAFE: Per effetto della legge di stabilità, l’imposta nella misura fissa di € 34,20  si applica a tutti i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero dai residenti in Italia e non è più circoscritta a quelli detenuti nei paesi U.E. o negli Stati aderenti allo spazio economico europeo che consentono un adeguato scambio di informazioni (Islanda e Norvegia). Prima delle modifiche in commento, per le attività detenute in Paesi diversi da questi ultimi, l’imposta era, invece, generalmente dovuta in misura proporzionale.

In pratica, conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero hanno lo stesso trattamento fiscale di quelli detenuti in Italia da persone fisiche (evitando in tal modo una potenziale restrizione alla libera circolazione dei capitali – articolo 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). Naturalmente per il calcolo dell’imposta è sempre necessario considerare proporzionalmente il periodo di detenzione del conto corrente in giorni, e la percentuale di possesso, sempre se il limite di giacenza media del conto corrente ha superato i 5.000 € annui, cosi come previsto anche prima delle modifiche in oggetto.

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  1. germana peritore

    come può essere abitazione principale quella in francia, se si risiede in italia?
    insomma è sempre tutto da interpretare, insieme a tutto il resto, come sempre. Io pago da sempre le tasse ma non credo sia giusto pagare chi ci debba dare solo una interpretazione, anziché dirci con chiarezza quanto si debba pagare, come avviene con lo Stato francese

  2. Michele

    Stamattina all’Agenzia delle Entrate di Trieste mi hanno confermato che per avere il diritto all’aliquota dello 0,4% riguardo all’IVIE, nell’immobile all’estero ci si deve essere residenti in quanto “Abitazione principale=residenza anagrafica”…ma allora se ci fossi residente avrei il diritto a NON PAGARLA questa benedetta IVIE…TUTTO DA INTERPRETARE….SOLITA ITAGLIETTA….

    • FiscoMania

      Salve,
      per poter applicare l’IVIE con aliquota dello 0,4% è necessario beneficiare dei requisiti stabiliti per l’IMU affinché l’immobile possa essere considerato come “Abitazione principale”. E’ necessario che l’immobile sia o residenza anagrafica o domicilio abituale del soggetto. Nel concreto avere questa agevolazione su un immobile estero è molto difficile, ma soprattutto per il fisco sarebbe molto semplice, ove volesse, sconfessare questa agevolazione. Potrebbe al massimo dimostrare questa agevolazione il cittadino italiano che lavora temporaneamente all’estero.
      Vi assicuro che questa normativa non è di facile interpretazione ma soprattutto è tutt’ora in costante evoluzione, e sicuramente in vista della prossime dichiarazioni dei redditi (anno 2013) ci saranno novità.

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